19092020Headline:

CoronaVirus, Confesercenti: ”Ministero Sviluppo Economico apra tavolo di crisi”

Rebecchi: ''No a psicosi e ora sgravi per agenzie colpite''

R.E TE Imprese Italia apprezza la celerità con cui la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha convocato il tavolo con le parti sociali sul piano di contenimento e gestione dell’emergenza Coronavirus. In particolare, riteniamo positivo l’impegno per la sospensione dei pagamenti per le attività delle aree colpite e sugli indennizzi per le imprese. Bene pure la prospettata estensione delle misure di sostegno agli autonomi e alle attività con cinque dipendenti e meno. Apprezzamento anche per l’estensione delle previsioni delle causali del Fondo Integrazioni Salariali alle imprese non ricomprese, e la previsione di cassa in deroga per chi ha solo cassa straordinaria, non computandole nei termini massimi di cassa integrazione o FIS. L’auspicio è che il tavolo d’emergenza diventi permanente, e che il confronto ora sia allargato a tutti i ministeri competenti, per arrivare all’individuazione di interventi condivisi che siano efficaci nella tutela della salute pubblica e sostenibili per le attività economiche.

“La situazione è a dir poco allarmante. Sono in continuo contatto con i Presidenti delle Confesercenti regionali di Lombardia e Veneto, che mi aggiornano sugli sviluppi sempre più preoccupanti della vicenda. La priorità è chiaramente la salute pubblica: Confesercenti ed i suoi associati garantiscono il massimo sostegno a qualunque iniziativa volta a tutelarla efficacemente, offrendo piena disponibilità e collaborazione alle autorità sanitarie”.

Così Patrizia De Luise, Presidente di Confesercenti Nazionale.

“Non si può tacere, però, che l’emergenza avrà una pesante ricaduta anche sulle imprese. La tenuta delle attività economiche è a grave rischio, soprattutto se l’inattività dovesse protrarsi nel tempo come sembra. Per questo, coordinandomi anche con i Presidenti delle altre associazioni che formano Rete Imprese Italia, valuteremo di chiedere al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli l’apertura immediata di un tavolo di crisi, necessario per coordinare gli interventi e cercare di ridurre l’impatto su lavoratori ed imprese”.

La psicosi da Coronavirus minaccia anche la salute delle imprese del turismo, a partire dalle agenzie di viaggio. Da quando si è diffuso l’allarme, infatti, circa 50mila viaggiatori hanno cancellato un viaggio già prenotato, e altre decine di migliaia hanno annullato i preventivi. Sono queste le prime stime dei danni subiti dalle agenzie di viaggio per l’effetto Coronavirus che emergono dal sondaggio lanciato da Assoviaggi Confesercenti su un campione rappresentativo delle agenzie di viaggio italiane.

L’ondata di cancellazioni ha colpito tutto il settore: quasi il 50% delle agenzie ha subito cancellazioni e ha dovuto rimborsare i viaggiatori. E se per il 48% di queste la spesa per pratiche di rimborso è stata inferiore ai mille euro, per un altro 37% la somma ha oscillato tra i 1.000 e i 5.000, mentre per ben il 15% restante è stata oltre i 5.000 euro.

Le agenzie segnalano il 20,3% di cancellazioni proprio per la Cina, mentre ben il 32% di annullamenti riguarda il resto dell’Asia (oltre il 52% in totale). Ma c’è anche un 22% delle agenzie che ha dovuto rimborsare pratiche per l’Europa – Italia inclusa – ed un altro 26% altre destinazioni (America, Africa e altre). Effetti anche sull’incoming: il 37% ha rimborsato clienti provenienti dalla Cina, mentre un altro 14% ha risarcito clienti da altri paesi dell’Asia (51% in totale). Alle cancellazioni però si aggiungono i cambiamenti di meta: il 44% delle agenzie ha ricevuto richieste di riprogrammazione della meta, con dispendio di lavoro, risorse e nuova assistenza ai clienti. E anche il futuro è un’incognita: l’87% delle agenzie di viaggi dichiarano rallentamenti nell’andamento delle prenotazioni rispetto allo scorso anno, e quasi il 72% delle agenzie ha già ricevuto disdette rispetto a preventivi già elaborati.

“Il sondaggio condotto in questi giorni – afferma Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi – ci consegna, purtroppo, una fotografia preoccupante delle ripercussioni che la fase di picco dell’allarme Coronavirus ha avuto sugli agenti di viaggio. Una delle categorie maggiormente colpite proprio perché è la prima figura professionale al quale si rivolge il viaggiatore che decide di posticipare, modificare o annullare una partenza. Per questo, raccogliendo le istanze delle imprese in questo momento di crisi, chiediamo al Governo mirati e tempestivi provvedimenti per contenere gli effetti negativi sul settore: dagli sgravi contributivi e fiscali – il 46% delle risposte emerse – al posticipo delle scadenze relativamente alle imposte nazionali e locali (il 37%), all’attivazione degli ammortizzatori sociali (il 12%)”.Ciò che tutti ciauspiachiamo – dichiara Vincenzo Peparello, membro della Presidenza nazionale Assoturismo e Responsabile Area Turismo Regionale – è l’immediata istituzione di una task force con l’obiettivo di avviare un tavolo di crisi tra tutte le rappresentanze imprenditoriali e il Ministero del Turismo.

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