04072020Headline:

L’Efebo è tornato definitivamente a casa

''Ma Vittorio Sgarbi rivendica diritti non del tutto suoi''

L’Efebo, la celebre statua in bronzo di circa 80 centimetri risalente al primo periodo imperiale ritrovata nel 1912 in un campo nei pressi di Sutri, è tornata definitivamente a casa. A darne notizia il sindaco, Vittorio Sgarbi. Ovviamente, non possiamo che essere lieti di quest’avvenimento che per la nostra città rappresenta un successo molto importante in termini di immagine e, in prospettiva, anche in chiave turistica. Dunque, ben venga il ritorno a casa dell’opera nella nostra terra.

Quello che non possiamo, invece, accettare è il tono trionfalistico usato dal primo cittadino quando rivendica meriti non del tutto suoi. Sgarbi, infatti, dimentica di citare chi per primo si è speso per questo ritorno eccellente: l’amministrazione Cianti e tutto il Consiglio comunale (compresi Fratelli d’Italia e il Partito Democratico che oggi, ancora in maggioranza, sembrano essersi dimenticati del “passato”) che fin da subito appoggiò la proposta dell’allora assessore alla Cultura, Ercole Fabrizi: è stato lui per primo ad avere la straordinaria intuizione di mettere in moto l’iniziativa, che oggi arriva finalmente a compimento. Questo, caro sindaco e caro vicesindaco, per onestà intellettuale.

Così come, nello stesso articolo, viene omesso -volutamente?- il ruolo giocato dal professore Emanuele Emmanuele, amante di Sutri, che si è speso in prima persona per ottenere il ritorno dell’Efebo nella nostra città.

Tocca a noi, dunque, fare un plauso a tutti coloro che fin dall’inizio si sono spesi per far ritornare l’Efebo a Sutri.

L’apoteosi dell’enfasi retorica il sindaco Sgarbi la raggiunge quando, dopo aver sottolineato che la statua è stata affidata al Comune sine die perché qui venga custodita, protetta e ammirata, annuncia che la collocazione dell’opera “appena all’ingresso del palazzo Doebbing è ideale …”.Peccato che, ad oggi, Palazzo Doebbing sia chiuso e, dunque, l’opera non sia visibile né agli occhi dei sutrini né a quelli di appassionati e turisti che ci auguriamo presto di vedere di nuovo nella nostra città.

E’ tutto chiuso: il complesso dell’Anfiteatro e del Parco archeologico e la Chiesa di San Francesco.

Ma, intanto, il nostro sindaco – da Remoto – continua a invitare tutti alla ripartenza e a venire a Sutri per scoprire i suoi tesori d’arte. E i gioielli di Sutri rimangono così nascosti. Il duo Sgarbi-Di Mauro, ormai uniti da un’alleanza inscindibile, invece di rilanciare la cultura e il turismo a parole, sarebbe ora che mettessero in campo azioni concrete. E, a proposito di turismo, è da sottolineare come in questa fase post emergenziale, in cui tanto si parla di ripresa, il Comune abbia dimenticato anche di dialogare con i commercianti, anima economica della nostra realtà.

La ripartenza delle attività commerciali parte proprio dal turismo: beneficio dell’intera comunità.

Caro Sindaco…non ci siamo!

I Consiglieri Comunali del Gruppo Misto di Sutri

Amori M.

Casini N.

Maggini F.

Zocchi R.

Vettori A.

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