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”Puntare sul distretto turistico dell’Etruria meridionale per ripartire più spediti”

La proposta di Luisa Ciambella (Base riformista) accolta dal sottosegretario Bonaccorsi: ''Tema da sviluppare nel prossimo disegno di legge''

Tra le proposte per aiutare le imprese locali del turismo a superare la crisi economica provocata dall’epidemia c’è anche quella di ”riattivare” il distretto turistico dell’Etruria meridionale, uno strumento riconosciuto e istituzionalizzato nel 2016 dal ministro Dario Franceschini. Un brand che sotto il nome degli Etruschi lega insieme, superando limiti geografici, un territorio ricco di storia e tradizioni che va dalla Toscana fino alle porte di Roma, passando per la Tuscia.

Tra le promotrici di quel progetto Luisa Ciambella, che ieri ha rilanciato il tema nel corso della videoconferenza sul settore organizzata da Base riformista, alla quale ha partecipato anche il sottosegretario Lorenza Bonaccorsi, promettendo in merito all’argomento un lavoro più strutturale nel prossimo ddl sul turismo.

”Il riconoscimento del distretto di cui ancora oggi siamo grati al ministro Franceschini – ha commentato Ciambella – fu il frutto di un lavoro duro che riguarda tre regioni diverse con oltre 150 comuni coinvolti. Un’area molto vasta d’Italia, ma omogenea. Quello strumento ci permetterebbe di realizzare quello di cui tutti parlano oggi: sburocratizzare la vita delle imprese e ridurre le tasse, fino anche ad azzerarle. Non sarebbe male quindi rifinanziare il capitolo dei distretti turistici in Italia, nati in virtù di una legge che voleva dare risposata a territori che erano rimasti indietro, e consentire loro, dopo questa ulteriore crisi, di ripartire più spediti di prima”.

La proposta è stata accolta dal sottosegretario Bonaccorsi: ”Sono d’accordo nel riprendere e riattualizzare lo strumento dei distretti turistici, rendendoli più snelli, uno strumento che ci permetteranno di lavorare su territori omogenei in maniera più efficace. Non credo per questioni di tempo che l’argomento entrerà nel prossimo decreto, ma è un lavoro che può essere affrontato in maniera più strutturale nel disegno di legge collegato alla manovra di bilancio, il cui percorso si era fermato prima dell’emergenza e che in futuro sarà ripreso”.

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