12042021Headline:

Venditori ambulanti allo stremo, ”Per loro strada in salita”

Peparello: ''I Comuni si attivino per la messa in sicurezza delle aree''

Così scomparirà un banco su tre. Settore allo stremo, con il lockdown in fumo 1,5 miliardi di vendite. Servono sostegni, non nuove spese. Fermare subito TOSAP, COSAP e tributi locali. Recinzioni modello ‘lager’, CoViDManagers, distanziamenti che rischiano di svuotare i mercati. Tra 10 giorni gli ambulanti potrebbero ripartire, ma per il commercio su aree pubbliche la Fase Due è una strada in salita. Centinaia di ordinanze e addirittura leggi regionali stanno imponendo obblighi difficilmente implementabili e decisamente onerosi, che costerebbero oltre 5mila euro ad attività.

A lanciare l’allarme è la giunta nazionale di Anva, l’associazione nazionale del commercio su aree pubbliche Confesercenti. L’aggravio sarebbe un duro colpo per gli operatori di un comparto che, purtroppo, era economicamente debole anche prima dell’emergenza sanitaria. E che è stato messo ancor di più alla prova dal lungo lockdown: secondo le stime di Anva Confesercenti, la chiusura forzata ha portato ad una perdita di circa 1,5 miliardi di euro di ricavi, con un’incidenza sul fatturato annuo del 16% circa. Il combinato disposto di fatturato perso, regole stringenti e spese per la sicurezza mette a rischio la sopravvivenza di più del 30% delle imprese al momento attive. Si tratta di circa 55mila attività che potrebbero sparire, con una perdita di oltre 62mila occupati.

”Mercati e città costituiscono un binomio che vive da secoli, che valorizza la nostra storia e la nostra cultura. Un patrimonio che l’emergenza rischia di portarsi via – commenta il Presidente nazionale di Anva Confesercenti Maurizio Innocenti – Gli operatori hanno voglia di ripartire, ma stiamo assistendo ad una corsa tra i Comuni a chi si inventa le regole più assurde sulla riapertura. Eppure, i mercati hanno le caratteristiche ideali per il contenimento della diffusione del virus, sono attività outdoor e di prossimità, che limitano quindi la mobilità verso l’esterno ed evitano assembramenti in luoghi chiusi. Il momento difficile – conclude Innocenti – imporrebbe un aiuto economico e non un aggravio di costi per una categoria che non lavora da mesi. Il governo ci dia un sostegno concreto: serve un credito di imposta per coprire le spese di sicurezza e l’esonero completo da TOSAP, COSAP e tributi locali. Se i mercati scompariranno non ci rimetteranno solo le imprese, ma anche la vivibilità delle nostre città ed i cittadini, che si vedranno privati di un servizio fondamentale”.

Il presidente dell’ANVA Confesercenti di Viterbo, Giulio Terri, lancia un nuovo appello alle amministrazioni locali affinché oltre alle richieste di esonero di TOSAP, COSAP e altri tributi locali si dia subito il via alla riapertura dei mercati settimanali nella loro interezza. In piena sicurezza e nel rispetto dei protocolli del Ministero della Salute.

”Gli operatori del commercio su aree pubbliche – dichiara Terri – sono pronte a garantire quello che prevede il protocollo rispetto al distanziamento sociale per tutelare la sicurezza dei lavoratori e dei clienti. D’altronde gestire la clientela del distanziamento sociale è meno problematico godendo di spazi ampi all’aperto rispetto al commercio in spazi chiusi come nei supermercati”.

”Adesso – aggiunge, da parte sua, Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo e membro della presidenza nazionale – bisogna che i comuni attivino gli strumenti e gli interventi di loro competenza per la messa in sicurezza del suolo pubblico dove si insedieranno i mercati e dove dovranno essere garantite la sicurezza dei luoghi e la gestione dei flussi delle persone. La Confesercenti di Viterbo è disponibile a collaborare alla stesura dei protocolli di autoregolamentazione da inviare alla Regione Lazio per le dovute autorizzazioni previste nei protocolli e nelle ordinanze con le date certe per la riapertura dei mercati. Ringraziamo, nel frattempo – conclude – tutti quei comuni che su nostra sollecitazione hanno riattivato i mercati del settore alimentare e si sono resi disponibili a ridurre alcuni tributi e a posticipare le scadenze dei pagamenti”.

Confesercenti Viterbo

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