06082020Headline:

”Quando beveva mi faceva paura: diventava aggressivo, un’altra persona”

Parla una delle ex di Andrea Landolfi: ''Mi ha presa per i capelli, immobilizzata a terra e dato un morso sulla guancia''

”Quando beveva mi faceva paura: diventava aggressivo, violento e pieno di rabbia. Si trasformava in una persona totalmente diversa rispetto a quando era lucido. Però voglio sottolinearlo: Andrea non è cattivo, aveva solo bisogno d’aiuto”.

A parlare di fronte alla Corte d’Assise viterbese e a pochi metri dal 31enne romano Landolfi, accusato di aver ucciso la fidanzata Maria Sestina Arcuri scaraventandola giù dalle scale nella notte tra il 3 e il 4 febbraio del 2019, è una delle ex del pugile.

”Per i primi tre anni la nostra relazione è filata liscia: lui era amorevole, presente, generoso, il compagno che ognuna vorrebbe avere al proprio fianco – ha spiegato la ragazza, classe 1989, originaria dell’Ecuador ora residente a Milano – poi le cose hanno iniziato ad andare male e abbiamo fatto tira e molla per un pò di tempo”.

”Quando uscivamo e lui beveva anche solo un goccio di alcol, si trasformava. Per questo, nonostante io lo amassi e avessi voluto aiutarlo, ho iniziato a pensare di non volerlo più nel mio futuro”. A far incrinare il loro rapporto, iniziato nel 2006 quando entrambi avevano 17 anni, una lite a casa della nonna di Andrea, Mirella Iezzi, a Roma nel quartiere Africano.

”Eravamo tornati da una serata fuori – ha proseguito la 30enne – aveva di nuovo bevuto e così gli ho detto che non sarei rimasta a dormire con lui, ma sarei tornata a casa dai miei. Vedevo che stava diventando aggressivo e avevo paura, per questo non volevo restare”. La reazione di Landolfi non sarebbe tardata ad arrivare: ”Mi ha preso per i capelli nel tentativo di fermarmi. Lo strattone mi ha fatto cadere a terra e così lui si è messo sopra di me e con le mani mi bloccava i polsi”.

”Tu non vai via” le avrebbe detto e le avrebbe dato un morso sulla guancia.

”Quel trambusto e le nostre urla hanno fatto reagire il cane, che mi ha morso sulla gambe e hanno fatto svegliare anche i nonni di Andrea: quando Mirella è intervenuta per cercare di calmare il nipote, ricordo che lui nel tentativo di allontanarla le diede una spinta così forte da farla andare a sbattere contro un vetrinetta in legno, che andò in mille pezzi”. Esattamente come per il pm sarebbe avvenuto anche il 3 febbraio nell’appartamento di Ronciglione: nel tentativo dell’anziana di intervenire dopo la caduta di Maria Sestina, il nipote le avrebbe dato un colpo al fianco, facendola finire in ospedale. Da qui l’accusa di lesioni.

”Tornata a casa quella sera, raccontai tutto a mia madre – ha concluso la giovane – siamo andate in pronto soccorso per l’antitetanica e lei volevo anche che sporgessi denuncia. Ma non l’ho fatto: la nonna e la zia di Andrea vennero da noi in lacrime a chiederci di non farlo”.

Della morte di Maria Sestina Arcuri, deceduta il 6 febbraio al Belcolle a causa delle gravi ferite riportate dopo la caduta dalle scale dell’appartamento di via Papirio Serangeli, la ex di Andrea lo avrebbe saputo tramite un messaggio di una sua amica: ”Ero al lavoro, mi inviò per messaggio il link ad un articolo di giornale in cui c’era la foto di Andrea. ”Menomale che tu ti sei salvata…” mi scrisse”.

Il 31enne romano è in carcere da novembre con l’accusa di omicidio, omissioni di soccorso e lesioni nei confronti della nonna: per il pm Franco Pacifici avrebbe spinto volontariamente Maria Sestina giù dalle scale al culmine di una lite.

”Verosimilmente la ragazza stava scendendo le scale e alla fine della prima rampa, quando il suo baricentro si trovava alla stessa altezza del parapetto, è caduta di sotto – ha spiegato il colonnello dei Ris Paolo Fratini – e deve aver ricevuto una spinta, compiendo un volo parabolico, altrimenti sarebbe caduta a piombo, come accade a qualsiasi corpo”.

Maria Sestina sarebbe stata afferrata per il braccio sinistro e spinta di sotto, come dimostrerebbero gli ematomi ritrovati sul suo cadavere. ”Il primo impatto ha riguardato la zona occipitale – ha spiegato il colonnello – poi ha sbattuto la zona lombosacrale sul bordo del rialzo del camino”.

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