02032021Headline:

Antenne 5G, il Comune verso un regolamento

Ieri consiglio straordinario con gli esperti a confronto

Il Comune di Viterbo si doterà di un regolamento per l’installazione di antenne 5G.

E’ l’indicazione emersa nel corso del consiglio comunale straordinario che si è tenuto ieri alla presenza di alcuni esperti collegati in videoconferenza: Mauro Savini (Anci), Leonardo Chiatti e Stefania Villarini della Asl, Arcangelo Lo Iacono (Unitus), Rossana Cintoli (Arpa Lazio), Livio Giuliani, portavoce dell’Icemes, la commissione internazionale per la sicurezza elettromagnetica, e il professor Marco Bella, divulgatore scientifico.

”In realtà – ha spiegato il presidente del Consiglio Stefano Evangelista – esiste già un regolamento del 2004 per l’installazione di impianti per le telecomunicazioni e la telefonia cellulare. Basterà allargare la previsione regolamentare e renderlo operativo anche per gli impianti 5G”. La questione sarà portata in commissione.

Il consiglio di ieri è stato convocato per un approfondimento sulla materia proposto da Chiara Frontini (Viterbo 2020), a seguito della richiesta da parte di una società di installare questo tipo di impianto sulla Strada Cimina.

Molto critico verso questa tecnologia il professor Giuliani: ”Già nel 2011 l’agenzia internazionale per la ricerca su cancro ha classificato come possibile cancerogeno il telefono cellulare e nel 2012 la Corte cassazione confermato il nesso di probabile casualità tra campo elettromagnetico e induzione di tumore. Orientamento ribadito da una nuova sentenza del 2020”. Secondo Giuliani la costruzione di questi impianti comporta sicuramente dei rischi, tanto è vero che”esistono limiti di esposizione in tutto il mondo”.

La pensa diversamente Marco Bella: ”Nella storia ogni volta che arriva una nuova tecnologia scatta l’allarmismo. Sul 5G si sentono tante bufale. Si tratta invece di una tecnologia che presenta benefici perché di tipo direzionale, non irradia una zona vasta. Non c’è maggiore esposizione ai campi elettromagnetici. I limiti italiani inoltre sono i più restrittivi al mondo. Al momento inoltre non c’è un correlazione tra cellulari e tumori. La sentenza di un tribunale non è una prova scientifica. Infine, a differenza di quanto si crede, maggiore il numero di antenne e minore è l’esposizione”.

L’invito del rappresentante Anci è stato quello di procedere all’adozione di un regolamento. Mozioni o ordinanze contro le antenne non avrebbero effetto. ”Al Comune spetta la pianificazione urbanistica. La legge 36 del 2001 rende facoltativo e non obbligatorio l’approvazione di un apposito regolamento sulle antenne. Per noi è caldamente consigliato, perché consente di pianificare in maniera ordinata le installazioni, ma anche di coinvolgere in fase preventiva le parti interessate, operatori e comitati preoccupati rispetto allo sviluppo rete”.

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