24092020Headline:

Covid e Smart Working: quali sono le attività che hanno superato l’ostacolo del lavorare in remoto

Lavoro da remoto, lavoro agile, smart working. Questi sono i termini che si sono susseguiti ed hanno riempito le nostre orecchie soprattutto a seguito del dilagarsi dell’emergenza da Coronavirus Covid-19 che ha costretto numerosi lavoratori a dover svolgere le proprie mansioni da casa propria.

Tutti parlano di questo fenomeno ma ben pochi sanno effettivamente di cosa si tratta. Spesso, infatti, ci si limita a pensare che il lavoro da remoto sia semplicemente del lavoro svolto a casa con l’ausilio del PC aziendale e con una connessione internet, evitando di spostarsi in ufficio.

Quella dello smart working è in realtà una possibilità di lavoro sempre più reale e comune in molte aziende, dalle più piccole alle grandi multinazionali, soprattutto in seguito alla pandemia da Coronavirus.
Deve essere chiaro, però che lo smart working non è solo telelavoro e controllare le email seduti comodamente sul divano di casa propria in pigiama sorseggiando una tazza di caffè: vi sono tantissimi aspetti da tenere in considerazione ma anche un cambio di mentalità.

Cosa significa lavorare in Smart Working
Come abbiamo detto, lo smart working è una particolare tipologia di lavoro in cui il dipendente possiede una totale flessibilità ed autonomia per quanto riguarda l’organizzazione della sua giornata lavorativa: scelta del luogo dove lavorare, scelta degli orari in cui lavorare. Senza l’obbligo di doversi recare in ufficio.

E’ una tipologia di lavoro sempre diffusa in diversi settori e diverse aziende. La richiesta di svolgere alcune attività lavorative in smart working è stata anche una precisa richiesta del nostro Governo ed una delle principali misure urgenti adottate dall’esecutivo per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus (COVID-19).

Spesso, però, questa flessibilità ed autonomia vengono fraintese e si è portati a pensare che chi lavora da remoto stia a poltrire tutto il giorno sul divano di casa. Non è così.
Chi lavora in smart working ha scadenze da rispettare ed obiettivi di produttività. Questi devono necessariamente essere portati a termine nei tempi concordati.

Esempi di lavoro in smart working che non hanno vissuto la crisi del Coronavirus
Copywriter/Scrittori Freelance
Con il recente boom dei diti internet di contenuti, dei magazine online e delle pagine informative aziendali sul web, si è andata delineando una particolare offerta di lavoro orientata quasi principalmente sulla figura del Copywriter.
Il copywriter è un creatore di contenuti che, grazie alle sue capacità e conoscenze, realizza articoli, contenuti e post adatti al web.
Si tratta di una delle figure lavorative più ricercate sul web ed una professione che non ha subito alcuna crisi con la pandemia da coronavirus dal momento che per lavorare necessita di un computer ed una connessione a internet.

Traduttore ed agenzie di traduzioni
In tempi caotici come quelli che stiamo vivendo a causa della pandemia globale di COVID-19 l’accesso al supporto linguistico è fondamentale.
Vi sono agenzie di traduzioni che hanno visto anche duplicare i propri affari, soprattutto quelle che si occupano anche di traduzioni mediche e scientifiche. Infatti, un’agenzia di traduzione è estremamente importante in un periodo storico come quello che stiamo vivendo in quanto è in grado di facilitare lo scambio di informazioni tra governi, ricercatori e pubblico.

Social Media Manager
Al giorno d’oggi ogni azienda ed attività ha una propria pagina Facebook o profilo Instagram.
Questo è proprio il compito di un social media manager: fare pubblicità all’attività a costo zero attraverso i social network arrivando a milioni di persone senza dover aprire il portafoglio.

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