03122020Headline:

Italiani e immobili: il 75% vive in una casa di proprietà, il 20% ne ha anche una seconda

L’abitazione di proprietà è ancora considerata uno dei beni più preziosi che una famiglia in Italia possa avere. Nella Penisola si contano infatti ben 57 milioni di immobili che hanno come proprietari delle persone fisiche; di questo impressionante numero, il 60% è destinato ad abitazione personale.
Andando a esaminare il numero di famiglie italiane si evince che addirittura il 75,2% di queste abita in un immobile di proprietà, ossia 3 su 4. Riguardo al valore di queste case, in media si calcola una superficie di circa 117 metri quadrati, per un valore di 1.385 euro al metro quadrato, ossia circa 162.000 euro medi ad abitazione.
Molti italiani, inoltre, sono proprietari di una seconda casa: secondo le stime annuali, infatti, una famiglia su cinque ha a disposizione un’abitazione aggiuntiva. Vediamo quali sono le aree più gettonate per le seconde case e in che modo è possibile ammortizzarne i costi.

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Seconda casa: i luoghi più ambiti e come risparmiare
Solitamente chi acquista una seconda abitazione lo fa per destinare poi la casa ai figli, oppure per avere un’alternativa a quella principale, dunque per sfruttarla principalmente durante i periodi di vacanza o per avere un luogo nel quale rilassarsi al di fuori della routine quotidiana. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico e Nomisma, ci sono alcune zone che, più di altre, vengono preferite dai proprietari di seconde case. Tra le località più ambite in assoluto c’è Madonna di Campiglio, che domina la classifica, seguita da Forte dei Marmi, Capri, Courmayeur e Cortina d’Ampezzo. Sia luoghi di mare che di montagna, quindi, e tutti con prezzi medi e costo della vita piuttosto alti rispetto alla media, che richiedono delle accortezze maggiori in fatto di risparmio.

Ammortizzare i costi di mantenimento delle seconde case è possibile, e in questo senso diventa opportuno valutare prima di tutto la convenienza delle tariffe delle utenze domestiche. Le bollette delle abitazioni secondarie sono infatti sensibilmente più alte rispetto a quelle delle case nelle quali si risiede, motivo per cui è consigliabile confrontare le varie offerte per la fornitura di luce dedicate alla seconda casa proposte dai principali operatori del settore energetico e scegliere quella che meglio risponde alle proprie necessità. Per ridurre ulteriormente i costi complessivi per il loro mantenimento, è possibile anche affidarsi alla domotica, che consente di controllare da remoto ogni dispositivo e regolarne il funzionamento in qualsiasi momento.

L’ecobonus 2020 e la seconda casa
Il Decreto Rilancio contiene una novità che riguarda anche le seconde case. Il nuovo provvedimento del governo ha previsto infatti un’estensione dell’ecobonus 110 anche a seconde abitazioni, alberghi e impianti sportivi, oltre a una proroga fino al 2022 di questo strumento. Ciò vuol dire che chi effettuerà interventi di isolamento termico o sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione – più un’altra serie di lavori specifici, che riguardano ad esempio il rischio sismico – potrà beneficiare di una detrazione fiscale del 110% sulle spese sostenute; tutto questo vale anche per le seconde case, sebbene ci siano dei limiti di spesa.

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