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Marini convinto di ribaltare il risultato

Giulio Marini

Giulio Marini

C’è chi aspetta con trepidazione il derby della Capitale e chi aspetta con trepidazione le elezioni. Poi ci sono i buongustai, che invece se la prendono comoda, si rilassano sul divano e attendono con fiducia le dichiarazioni post elettorali. Quelle a risultati già acquisiti, quelle rilasciate dai faccioni truccatissimi davanti alle telecamere di Brunovespa, oppure, per chi frequenta la provincia, a cronisti di buona volontà che fanno nottata davanti ai comitati elettorali o con la cornetta in mano. Ma l’attesa, il sacrificio, spesso sono ampiamente ripagati da ciò che si ottiene, come il cercatore d’oro che dopo anni a setacciare fiumi trova una pepita grossa così. Finalmente, siamo ricchi.

Qui d’oro se ne vede poco, d’accordo, ma certe frasi a botta calda, come le telefonate dei tifosi incazzati alle radio romane (e romaniste) dopo il derby, restano comunque memorabili. Il primo a parlare – ad una radio, ma guarda tu che coincidenza – è proprio Giulio Marini. Che da Bandolero stanco si è trasformato in bandolero matato, almeno per ora. E lui abbozza: “Questi numeri li conoscevamo già da tempo – ha concesso il primo cittadino uscente – e per noi non sono certo una sorpresa. Ma siamo anche sicuri di poter ribaltare la situazione  al ballottaggio”. Così come fanno gli sgamati altri candidati del Pdl: “Il fatto è che paghiamo la frammentazione, le tante liste civiche che hanno finito per togliere voti soprattutto a noi. Ma registriamo con piacere i buoni risultati ottenuti dalle nostre candidate donne”. Per forza, con la doppia preferenza di genere… Ma questo lo diciamo maliziosamente – e maschilisticamente –  noi.

Fa piacere vedere che va ancora di moda il “tanto si sapeva”. Mantra ripetuto ad nauseam (o ad minchiam, fate voi) in occasioni come queste. E anche qui il parallelo calcistico è calzante: le solite frasi di circostanza tipo: “Da qui in poi saranno tutte finali”. Già. E perciò non stupisce che anche quelli del Movimento cinque stelle, asfaltati a Viterbo così come nel resto della penisola: “Il fatto è che paghiamo la campagna di stampa nazionale contro i nostri rappresentanti in Parlamento. Tutte le storie sulla diaria, gli stipendi, i rimborsi: polemiche costruite ad arte che hanno nuociuto”, argomenta il candidato sindaco Gianluca De Dominicis. Che poi aggiunge, giusto per mettere le cose in chiaro: “Il ballottaggio? Lasciamo libertà scelta agli elettori, per quanto mi riguarda non andrò a votare”.

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Tutto già scritto anche per Leonardo Michelini, il vincitore morale e materiale di questo primo round. Per celebrarlo sono già pronti i manifesti di celebrazione e di incitamento in vista del secondo turno e alla faccia della scaramanzia. Ma lui, l’uomo del dialogo, sfoggia il naturale fair play: “Un risultato che avevamo immaginato”, dice citando senza citarlo, uno degli ultimi – e come al solito affidabilissimi – sondaggi commissionati dal Pd, che sarà pure un partito allo stremo ma dimostra di saperli ancora fare, i sondaggi. “Magari abbiamo preso qualcosina in più, e ci fa piacere: uno stimolo in più per lavorare in vista del ballottaggio, dove cercheremo di coinvolgere, di condividere, ma stando anche attenti ai cattivi apparentamenti”. E il segretario provinciale Egidi, accusato in passato dei più grandi misfatti compreso l’effetto Serra, si prende per ora la sua piccola rivincita. Ma c’è da tenere duro in vista del 9 giugno: occhio.

E mentre Filippo Rossi e la sua Viva Viterbo non parlano, almeno con certa stampa (certa stampa ringrazia e augura la più grande fortuna per le prossime, entusiasmanti avventure, politiche e non: fateci sapere), va segnalata l’amarezza di fondo di Andrea Scaramuccia de La Destra, che bolla così il fallimento delle liste che promettevano cambiamento e che adesso si ritrovano con numeri molto modesti: “Avevo proposto a Rossi, Frontini e Santucci di unire il fronte dei moderati contro Marini. Se mi avessero ascoltato, oggi saremmo al ballottaggio. Invece noi de La Destra non entreremo in consiglio per una novantina di voti. Grazie a tutti”.

C’è altro? Sì, la gagliarda Chiara Frontini, che fa a sportellate con Santucci e Grillo per la medaglia di legno. E poi, il dolce in fondo, arriva anche il commento ai risultati di Lista civica. Come chi? Il partito dell’ex premier Monti, rappresentato in questa meravigliosa terra di Tuscia da Marcello Mariani:  ”Lo scenario è quello di un tessuto elettorale cittadino frastornato, lacerato e avviluppato da una miriade di liste e listerelle: la risposta più forte è stata senza dubbio il non voto. Il proliferare di esasperati individualismi politici, al limite del messianismo, non hanno fatto bene alla città”. Grazie per il pensiero, chiarissimo come sempre. Ci vediamo alle prossime elezioni, O al prossimo derby.

 

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