15052026Headline:

Natale a tutto gas per i prodotti made in Tuscia

Il bus del Cotral

Il bus del Cotral

Basta soltanto immaginare la scena. Bloccati nel traffico sul Raccordo, o sulla Flaminia, il solito groviglio di lamiere davanti a Saxa Rubra. Per passare il tempo si dà uno sguardo ai compagni di sventure: alle altre auto, ai bus. E qui, meraviglia, ecco il torpedone del Cotral – alto e grosso, lucido, che mette addosso un po’ di tristezza e un po’ di soggezione – che spara sulle fiancate un messaggio inequivocabile. “Consuma e acquista i prodotti viterbesi”. Chiaro, no? Prodotti naturali, economici, sicuri e buoni. E così ecco che anche un ingorgo maledetto può fare bene a questa terra – alla gente che ci lavora e ci campa – e anche alla sua immagine.
Ne vedremo, di questi pullman griffati Tuscia, da qui al 5 gennaio, in un periodo molto sensibile ai consumi alimentari (ed enologici) perché c’è il Natale di mezzo. Ne vedranno, soprattutto “le centinaia di migliaia di passeggeri, pendolari, studenti, che trasportiamo tutti i giorni da e verso Roma, da tutta la regione”, come sottolinea con un pizzico di orgoglio il presidente del Cotral Domenico De Vincenzi. Il progetto è frutto dell’accordo tra la Coldiretti di Viterbo e la stessa Cotral, il Comune della città capoluogo e la Regione Lazio, oltre alla fondazione Campagna Amica. E’ stato presentato ieri a palazzo dei Priori, con uno dei bus già agghindato e parcheggiato in piazza del Plebiscito (alla faccia dei divieti: stavolta sono cause di forza maggiore), i banchi dei prodotti Coldiretti sotti i portici del palazzo, e le bandiere gialloverdi della Coldiretti che garrivano nella bonaccia della sala consigliare.

Coldiretti: il presidente Pacifici e il direttore Renna

Coldiretti: il presidente Pacifici e il direttore Renna

A moderare questa presentazione, il direttore provinciale Coldiretti Andrea Renna: “Ci lavoriamo da agosto, e l’intenzione è quella di lanciare un appello: per Natale comprate e utilizzate prodotti del nostro territorio. E magari non solo per Natale”. Ribadisce il concetto il presidente provinciale Mauro Pacifici: “Con la crisi, è facile dire cosa non funziona, ma è difficile trovare le soluzioni, Noi ci proviamo, scendiamo in campo con diverse iniziative: dal mercatino settimanale che già occupa il piazzale della nostra sede, sulla Teverina, alla fondazione Campagna amica, che promuove e organizza aperture di botteghe per la vendita diretta dei prodotti. Accorciare la filiera vuol dire innanzitutto garantire dei benefici al consumatore: benefici come risparmio e qualità, con prodotti a chilometri zero, una buona promozione e magari una base da esportare nelle altre province del Lazio e anche fuori regione”.
Coloro che dovanno trasportare – in senso letterale – il senso di questa iniziativa sulle strade di Roma e oltre, sono quelli del Cotral, “l’azienda pubblica più importante del Lazio”, come precisa il presidente De Vincenzi. Che aggiunge: “Chi svolge un ruolo pubblico ha il dovere morale e istituzionale di mettere in campo ciò che è possibile per superare questa crisi. Noi abbiamo pensato di farlo anche così, perché l’azienda svolge una funzionale sociale importante, e non è la prima volta che accadono cose come queste. Perché? Per costruire un futuro migliore”. Per ora è stato allestito un solo mezzo (costo relativamente basso: meno di 5mila euro), “ma altri lo saranno a breve”, assicurano dal Cotral.
Il consigliere regionale Panunzi ha fatto il resto, da presidente della commissione trasporti, mentre il sindaco Michelini –  vecchio dominus della Coldiretti – ha unito tutti i trattini del progetto.

Il commissario Arsial Rosati e il sindaco Michelini

Il commissario Arsial Rosati e il sindaco Michelini

Non solo. Giusto per allargare il raggio del messaggio, sono stati stampati degli opuscoli (stesso titolo: Consuma e acquista prodotti della Tuscia) da distribuire alle ultime classi delle scuole primare, perché i pupi sono gli uomini del domani, e poi un genitore non potrà certo negar loro l’acquisto di un barattolo di miele viterbese, o di lenticchie di Onano, o di ricotta. O tanto altro ancora. Ce n’è per tutti i gusti, e quindi, alla fine deella conferenza, si scende tra le bancarelle, si vede, si assaggia e si compra. Un domani la speranza è che i quattro milioni di romani facciano lo stesso. Basta poco: basta guardare bene, in mezzo al traffico, questo pullman che ci si affianca e manda lampi di luce, di qualità e di sapori. Acquolina in bocca, altro che smog.

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