Sono rimasti solo loro, a dare un senso alla stagione sportiva viterbese. Quelli della Ilco Stella Azzurra, approdati alla finale playoff di Dnc (la vecchia serie C nazionale) e in ballo per la promozione in Dnb. Sono rimasti solo loro, dopo che la Viterbese (calcio) ha fatto il suo, vincendo il campionato di Eccellenza e dopo che le altre rappresentanti maggiori nel basket hanno inanellato delusioni: i cuginetti della Nuova Fortitudo con l’eliminazione ai quarti di finale degli stessi playoff, le fanciulle della Defensor addirittura retrocesse in serie A3 (perché sì, nel basket viterbese si sono inventati anche questa categoria, che sembra un modello di Audi).
Dopo qualche titubanza nell’ultima parte di stagione, la Ilco ha saputo riprendere il filo del discorso, affrontando i playoff con teutonica autorevolezza, infischiandosene persino del fattore campo. Due partite per far fuori Valmontone nei quarti, altrettante per scansare in semifinale l’Olimpia Cagliari, che pure aveva battuto in precedenza la Nuova Fortitudo. L’altra sera al PalaRockfeller -il palazzo cagliaritano non si sa se intitolato alla celebre dinastia di miliardari oppure all’indimenticabile pupazzo televisivo anni ottanta – è finita 60-56 per i blustellati, trascinati da Baso Basili, dal play Chiatti, da capitan Giganti e dal pivot Candido (candido solo di nome, perché sotto i tabelloni è una bestiaccia).
Finale sia, dunque, che poi era l’obiettivo dichiarato dalla società del presidente Bernini dopo la smusata dell’anno scorso, quando una Stella allora matricola fece conoscenza a sue spese con la crudeltà della categoria: la beffa in gara due di semifinale contro Palestrina (che vinse di un punto al PalaMalè dopo un tempo supplementare) è rimasta nella storia dello sport cittadino. Alla voce “pagine amare”. Ma sicuramente è servita da lezione, visto come stanno andando le cose stavolta.
Ci sarebbe anche da parlare della porzione di merito che va riconosciuta a Fausto Cipriani, il coach stellino dalla penultima giornata di campionato, quando ha sostituito Pippo Pasqualini. L’esperienza di Faustino, la sua profonda conoscenza della categoria, dell’ambiente e degli uomini, può davvero valere qualcosa in più in questo ultimo atto che mette in palio la promozione in B. Pasqualini – il divorzio dal quale ha avuto comunque toni educati da entrambe le parti – resta il coach che aveva portato la Ilco fino alla qualificazione anticipata ai playoff, e questo gli sarà riconosciuto. Ma adesso è meglio sperare che Cipriani ripeta, a quasi vent’anni di distanza, l’impresa che fece con la Libertas Sda, quella della storica promozione in B d’Eccellenza.
Cosa resta da sapere? Una cosa da poco: quale avversario Rossetti (in via del completo recupero dopo i problemi fisici) e compagni si troveranno di fronte nella serie finale. Si giocano la qualificazione Luiss e Sant’Orsola Sassari, ieri in campo per gara due in Sardegna dopo che la prima era stata vinta dagli universitari. Già, gli universitari romani, spauracchio della situation, visto che hanno già battuto la Ilco in stagione e che oltretutto – per la serie “piove sempre sul bagnato” – avranno anche il vantaggio del fattore campo nelle prossime sfide che dovrebbero slittare alla prima settimana di giugno. Eventualmente. Ma in casa Stella ci si pensa poco: meglio piuttosto allenarsi a fondo, nei muscoli e nella testa, perché arrivati a questo punto può succedere di tutto. E la grande B è lì, sullo sfondo, ché sembra quasi di toccarla.





