La crudeltà è diabolica: conferenza stampa alle 10 di sabato mattina, col cuba libre che ancora viene su. Ma ne è valsa la pena. Perché oltre a fare il punto su un anno di (non) governo del centrosinistra, qui si è sfatato un tabù. Ci voleva un Giulio Marini – sempre Bandolero, ma tutt’altro che stanco -, con amici di Forza Italia e Fratelli d’Italia, per dire quello che si vocifera da tempo nei peggiori bar del Pilastro. Abbiamo un sindaco ombra. E indovinate chi è.
Prima ci pensa Luigi Maria Buzzi a introdurre con maliziosa delicatezza l’argomento: “Michelini sembra un sindaco di facciata. In compenso c’è la vicesindaco che sta sempre al telefono, immagino con le alte sfere. Uno strano dualismo”. Analisi del testo: Michelini sta lì, la Ciambella ha il potere esecutivo ma le decisioni arrivano da Fioroni. Una catena decisionale che manco alla Casa bianca.
I riferimenti all’ex ministro proseguono man mano, sempre meno velati. Vittorio Galati coi metodi rudi che si usano nelle frazioni: “I viterbesi si stanno rendendo conto di chi governa veramente. Qualcuno da fuori, uno di circonferenza ampia…” Neanche il tempo di rimediare un metro per misurare e tocca a Marini: “Fioroni? In cinque anni da sindaco non l’ho mai visto, era sempre impegnato con la politica nazionale. Adesso sta sempre qui. Delle due una: o ha riscoperto l’amore per le sue radici viterbesi, oppure nella politica nazionale conta meno rispetto al passato”.
In effetti, la presenza del deputato Pd si è fatta più frequente da quando Michelini ha conquistato Palazzo dei Priori, ma da qui a fare certi arditi collegamenti ce ne passa. Perché non pensare che Fioroni voglia soltanto godersi la sua città, per la prima volta nella storia governata dal centrosinistra? No, troppo facile. In politica l’apparenza vale meno di nulla, quello che non si vede è ciò che conta davvero. E Marini è maestro nei retroscena, alto che Minzolini: “Un sottosegretario per inaugurare un ambulatorio che non risolverà certo i problemi della sanità di quartiere – ragiona ancora l’ex sindaco – Era davvero un’occasione così importante? E poi, non era meglio realizzarlo a Santa Barbara, invece che al Carmine, un quartiere a due passi dalla Cittadella della salute? Ah già, perché il Carmine è anche vicino a Pianoscarano”. Dove, per la cronaca, 56 anni fa venne alla luce un bambino di nome Peppino.
Insomma, vogliamo ridurre tutto a un Comune telecomandato? Gridiamo al gomblotto come farebbe un Aldo Biscardi qualunque? Marini è tentato: “Ma Fioroni è stato battuto, così come sono stato battuto io. Solo che poi lui ha fatto una fulgida carriera a livello nazionale. Certo che questa sua vicinanza a Viterbo lascerebbe pensare ad un’autonomia molto limitata del sindaco…” Chissà. Di certo il materiale per attaccare Michelini non manca. E infatti il grosso della conferenza si concentra su temi concreti. L’arsenico, i rifiuti, gli asili nido, la mancanza di trasparenza. Con il solito ritornello: “Non stanno facendo niente. Campano di rendita con quello che avevamo pianificato e finanziato noi”.
Non sono mancati anche i riferimenti alla “litigiosità” della maggioranza. E qui il collegamento alle polemiche tra il capogruppo del Pd Serra e il presidente del consiglio comunale Rossi viene naturale. Così come si guardano con sospetto certi assenti (Santucci) e pure certi presenti: la voce della nascita del gruppo consigliare del Nuovo Centrodestra qui è data per certa. Con pezzi di maggioranza ma anche di minoranza. Potrebbe essere una stampella a Michelini qualora si arrivasse alla rottura con Viva Viterbo, oppure sarà un ennesimo ramo dell’opposizione, pronto a giocarsi la leadership con la stessa Forza Italia?





