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Punirne pochi per educarne tanti

Il vicesindaco Luisa Ciambella

Il vicesindaco Luisa Ciambella

Se uscite stasera, occhio a dove parcheggiate. Se siete usciti ieri sera e vi hanno già fregato, be’, ormai è troppo tardi. Se invece avete già beccato la multa la settimana scorsa e servite per il bis, fatevi visitare da uno bravo. Perché oggi ci riprovano. Secondo week end consecutivo dei controlli e della repressione alla sosta selvaggia, cose che si dovrebbero fare tutti i santi  giorni ma visto che nessuno è perfetto, e che le casse pubbliche sono quelle che sono, questo passa il convento.

Così, dopo le trentacinque sanzioni dispensate tra venerdì e sabato scorso (multe e rimozioni), oggi gli agenti della polizia locale – blocchetto delle ammende, fischietto, e carroattrezzi a portata di mano – torneranno in azione nelle piazze più a rischio del centro storico di Viterbo.

I luoghi da tenere d’occhio sono sempre i soliti. Piazza del Plebiscito, graditissima dagli automobilisti senza vergogna perché offre parcheggi a file multiple, tipo Drive-in americano. Piazza del Gesù, schicchissima perché “consente” di lasciare la macchina a bordo vasca (cioè, a bordo fontana) o sui gradoni di via San Lorenzo: un brivido mistico da macchina del tempo, visto che nel Medioevo i Suv se li segnavano. Naturalmente piazza Fontana Grande, ribattezzata piazza Ricci Alvaro, santo e martire della chiusa del centro storico: qui, per scoraggiare i barbari patentati, averebbero dovuto spuntare le pedane dei locali circostanti, ma per ora nisba, magari a gennaio, col fresco. Aggiungiamo: piazza delle Erbe, pure qui parcheggio all inclusive, a due passi dalle chiare fresche e dolci acque della fontana, che un altro po’ e crollava sotto il peso delle auto, l’hanno restaurata giusto in tempo. E ancora: piazza don Mario Gargiuli, dove si fregano i cartelli, piazza della Morte (la morte del senso unico e del senso civico) e altre ancora, forse.

“C’è il parcheggio di Valle Faul libero”, ricorda la Ciambella agli automobilisti sbadati. Chissà se faranno questo sforzo. Sennò, la multa è assicurata, e sacrosanta: “Ci auguriamo che, dopo gli interventi effettuati lo scorso fine settimana, stavolta non ci sia bisogno di procedere con altre sanzioni – ha proseguito l’assessore  – Quando la consuetudine prevarica la norma, quando persiste l’inosservanza di regole, l’unica carta da giocare è sanzionare i trasgressori. Vorremmo evitarlo, per questo tentiamo di richiamare ancora una volta l’attenzione sull’efficacia dei divieti di sosta e sulla certezza dei controlli da parte della polizia locale”. Ai divieti di sosta, meglio lasciar perdere: ci sono da anni, e non hanno mai spaventato neanche un 70enne in Apecar. I controlli invece potrebbero davvero fare un miracolo atteso da secoli: la rieducazione dei viterbesi al buonsenso e al rispetto della bellezza della loro città. Con la speranza che, dopo le due settimane di pausa benedetta firmata Caffeina (che chiude tutti gli spazi alle quattro ruote), si ricominci con la tolleranza zero. Ad oltranza.

 

 

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