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Ferento, chi s’accontenta gode

Patrizia Natale e Tonino Delli Iaconi

Patrizia Natale e Tonino Delli Iaconi

Della serie: accontentiamo un po’ tutti. Senza strafare. E senza grosse novità. Non sia mai che la gente, dinnanzi ad un qualcosa di inedito, si senta spaesata e faccia pipì negli angoli per delimitare il territorio. Riparte la stagione teatrale di Ferento. Affidata al Consorzio Tuscia (come ormai da 14 calendari a questa parte), e sponsorizzata economicamente dalla Regione. Con l’aiutino del Comune. Che proprio grazie al finanziamento della cricca Zingaretti non è stato costretto a tirar giù un bando. Ha semplicemente partecipato. Poiché la zuppa gli garbava.

Ieri la conferenza. Dal 18 si attacca. Nella speranza che il tempo sia clemente. “Un luglio così non si vedeva da più di cento anni”, informa l’assessore Tonino Delli Iaconi, versione Edmondo Bernacca, dopo aver ascoltato la radio. Ne prendiamo atto.

Apertura con “La bella addormentata”, balletto. Un qualcosa che di norma tira. E che insieme all’operetta (lo spazio è piccolo, finisce tutto in “etto” o “etta”) rappresenta il gancio traino del turismo straniero presente in zona. Si prosegue (il 19) con Argonauti, e poi di nuovo quattro zompi sul Bolero (olé, il 25). Martedì 29 tocca invece a Pino Daniele in chiave acustica. Per vederlo ci vogliono quaranta o cinquanta carte (altrimenti c’è da aspettare che montino qualche pezzo su youtube). Il dì seguente sarà la volta di un viterbese acquisito, Giorgio “sei-dei-nostri” Albertazzi. Si passa poi alla comicità (speriamo non ci faccia l’automobilista incazzato, please) di Gioele Dix, primo agosto. Il quattro La vedova allegra. Il cinque Mariangela D’Abbraccio (che non è la sorella di Milly, informazione importante). Chiude il sei la data simpatica. Elio e le storie tese. Trentacinque e ventotto euro. Non pochi. Ma la location vale. E il loro Neverendig tour pure. Poi i bei tempi dei gratis a Montalto son ricordi lontani, almeno quanto il Capossela proprio a Ferento.

E questo è quanto. Pulito. Lineare. In attesa di eventuali fuochi d’artificio nel 2015. “La stagione estiva esiste dal 1960 – spiega Patrizia Natale, del Consorzio – Qualche volta è sfumata. L’anno prossimo festeggiamo il cinquantesimo. Quindi caro assessore cominciamo a lavorarci”.

E Delli Iaconi, con la consueta vitalità, non si lascia sfuggire la proposta. “Saltiamo un turno – replica con faccia di bronzo – e passiamo direttamente al 2016. Così ci togliamo il pensiero”.

Ah. La vera bomba però è la seguente: hanno aperto la pagina Facebook. Ci sono volute appena quarantanove edizioni.

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