Tra i settemila (stima per difetto) annunci del Governo Renzi ce n’è anche uno che riguarda da vicino la terra di Tuscia, il suo sviluppo attraverso le infrastrutture. In particolare l’autostrada Tirrenica, asse viario fondamentale per i collegamento dal centro al nord del Paese (e viceversa), nonché corridoio che attraversa la provincia di Viterbo nella sua parte più occidentale, contraltare naturale con l’Autostrada del Sole, dalla quale un giorno – speriamo vicino, ma i colpi di scena come vedremo non mancano – sarà collegato dalla Trasversale. “I soldi per terminare i primi cantieri già aperti tra Civitavecchia e Tarquinia ci sono, così come ci sono i soldi per completare l’opera”, ha assicurato il ministro Lupi.
Già, quei duecentosettantamilioni che, col loro ritardo, avevano provocato le dimissioni del commissario al Lavori (Bargone) e il timore concreto che l’opera non si sarebbe mai fatta. E invece, ecco che venerdì scorso col decreto Sblocca Italia il Governo ha sistemato tutto. O così parrebbe. C’è ancora chi non si fida, come il presidente della Provincia Marcello Meroi, uno che – avendo frequentato il parlamento – conosce benissimo quali trappole vi si possano celare. “Siamo soddisfatti – dice il numero uno di palazzo Gentili – ma naturalmente vigileremo scrupolosamente e continueremo ad incalzare il Governo per fare in modo che l’opera, strategica per il nostro territorio, possa essere finalmente realizzata nel più breve tempo possibile. Dopo l’annuncio di Lupi ci auguriamo che adesso i lavori possano riprendere senza più ostacoli, né intoppi di alcuna natura. Per la Tuscia la realizzazione della Sat è una priorità assoluta, considerando che consentirà di unire finalmente il nostro territorio con il porto di Civitavecchia, superando in parte l’isolamento e un sistema della mobilità che definire da terzo mondo è un puro eufemismo. Un’opera che, insieme al completamento della Trasversale Orte – Civitavecchia, è essenziale. Così come servirà a dare lavoro alle imprese locali, seppure non nella quantità che avremmo desiderato”.
Eppure c’è ancora chi si dice contrario alle grandi opere strategiche. Oltre ai barricaderos radical chic della Maremma, i capalbiesi per moda, che hanno contestato – soprattutto nei loro salotti – la Tirrenica, ora spunta una “piacevole” novità. La contrarietà del Movimento Cinque Stelle alla Trasversale (Civitavecchia – Orte – Mestre), manifestata dall’onorevole civitavecchiese Marta Grande con una mozione in Parlamento. L’onorevole a Cinque Stelle sostiene che la nuova autostrada “comporterebbe in termini di consumo di suolo, aumento dell’inquinamento atmosferico ed acustico, aumento del rischio idrogeologico, danni al settore agricolo e turistico, e dall’insussistenza di stime di traffico utili a giustificarla”. Non solo: sarebbe un doppione dell’A1 e dell’A14. Forse. Ma quel primo tratto, da Orte a Civitavecchia, incompleto da trent’anni, sarebbe pure ora di finirlo. E magari di farlo a cinque stelle.






