06032026Headline:

Belcolle? “Quasi” finito entro il 2015

I sindaci (di centrosinistra) seduti sui banchi del centrodestra

I sindaci (di centrosinistra) seduti sui banchi del centrodestra

Un anno dopo, l’atto aziendale della Asl “è sempre lo stesso, quello che votaste allora”, dice il commissario straordinario (a vita) Luigi Macchitella ai sindaci della provincia riuniti a Palazzo dei priori. Sono state apportate soltanto quelle modifiche imposte dalla Regione, che all’epoca non accettò il piano. Ergo: il gradimento dei primi cittadini dovrebbe essere soltanto una formalità. E invece no, i dubbi sono molti, il dibattito serrato, a tratti aspro, e alla fine nessun voto, nessun documento, ma l’aggiornamento della seduta al mezzogiorno di lunedì. Quando si spera di trovare un accordo largamente condiviso, anche se pare difficile, visto che dal centrodestra già si parla di non votare nulla.

Nel mezzo, la notizia ufficializzata da Macchitella, se sia buona o cattiva resta da vedere: “Entro il 2015  finiranno i lavori a Belcolle – ha detto – Anche se nel corpo A3 resteranno due piani incompleti. Se la Regione troverà i soldi termineremo anche quelli”.

L’assemblea era cominciata con l’esegesi dell’atto da parte dello stesso Macchitella: i distretti sanitari scendono da cinque a tre (“per consentire ai territori periferici di aver più forza rispetto a Viterbo”, dice il commissario), con dipartimenti orizzontali (e non più verticali) e una rimodulazione completa dei posti letto. Obiettivo dei distretti: non gestire semplicemente i servizi, ma capire le reali esigenze dei territori, “per aggredire i problemi della salute”, sottolinea Macchitella. Nella risttrurazione delle Unità operative complesse, cinque responsabili resteranno senza squadra, “ma manteranno il loro trattamento economico almeno fino alla fine del contratto. Poi con la Regione abbiamo un accordo che verranno reintegrati nella prima unità che si libererà in tutto il Lazio”. Esodati di lusso, insomma.

I sindaci (di centrodestra) seduti sui banchi del centrosinistra

I sindaci (di centrodestra) seduti sui banchi del centrosinistra

Tutto molto tecnico, troppo, nonostante le slides sullo schermo (alla Renzi) che aiutano l’illustrazione del commissario. E infatti i sindaci ci capiscono poco, e chiedono tempo per leggere almeno il faldone. Proposta lanciata da Sandrino Aquilani (Vetralla) e appoggiata qua e là. Perentoriamente da Piero Camilli (Grotte di Castro): “Se il nostro parere non conta nulla, ditecelo ed evitiamo di perdere tempo”. Con giudizio da Angelo Cappelli (Capranica): “Basta che non perdiamo troppo tempo”. Più duramente da Romoli (Bassano in Teverina: “Ci serviva almeno un mese, visto la complessità dell’argomento”) e soprattutto da Paolo Equitani (Bolsena) che riprende il suo personalissimo duello con Macchitella, interrotto un anno fa: “Non potete impedirci di discutere l’atto, lo prevede la legge. Il suo è un atteggiamento offensivo nei confronti di amministratori che rappresentano i cittadini”. Il commissario se la ride, facendo infuriare ancora di più il bolsenese e ribadisce: “Fate come vi pare. Io lunedì pomeriggio debbo portare l’atto alla Regione. Il termine è quello”.

A favore di votare subito molti altri sindaci, anche perché servirebbe a poco leggersi l’atto nel week end per poi votarlo lunedì. Magari sarebbe stato meglio avere il tempo per convocare un consiglio comunale e presentarlo a tutte le rispettive comunità. Bigiotti (Bagnoregio) è pratico: “La sanità non dev’essere appaltata alla politica. Dobbiamo soltanto valutare se la sanità sia gestita bene o male. L’atto lo conoscevo, e per me va bene così”. Favorevoli anche Mazzola (Tarquinia) e il civitonico Angelelli (“Il nostro obiettivo finale dev’essere portare in futuro Viterbo a Dea di secondo livello”).

Alla fine Michelini cerca di mediaare, durante i cinque minuti di sospensione. Si decide per rivedersi lunedì a mezzogiorno, quando i sindaci potrebbero scrivere un documento di gradimento del nuovo atto aziendale. Ma Equitani minaccia: “Lunedì è una scadenza troppo ravvicinata, e poi molti di noi hanno impegni. Votatevelo da soli, l’atto d’altronde è vostro come vostro è il comitato ristretto della sanità”. Nel quale, dopo le ultime elezioni, siedono soltanto sindaci di centrosinistra, anche se Michelini ha promesso di riequilibrare le quote non appena possibile. Nel frattempo, buona parte del centrodestra è tentato dal caro e vecchio ostruzionismo.

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