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“Voglio una Viterbo più internazionale”

Il sindaco al teatro dell'Unione col sottosegretario Borletti Buitoni

Il sindaco al teatro dell’Unione col sottosegretario Borletti Buitoni

A tutto campo non per un bilancio, ma per una sorta di panoramica su quello che si è fatto (nel bene e nel male) e soprattutto su quello che è in cantiere. Leonardo Michelini, sindaco criticatissimo di Viterbo, vive i giorni del Natale da un lato con spirito di cristiana rassegnazione (“Ho deciso di volare alto sulle critiche e anche sugli insulti”), dall’altro con una carica laica che raramente s’era vista finora (“Sogno un ruolo sempre più internazionale per la mia città”).
Allora, sindaco, che anno è stato quello che sta per chiudersi?
“Un anno di semina, ma anche un periodo in cui si è raccolto”.
Subito i particolari.
“Penso al Museo civico, riaperto con una spesa con molti zeri in meno rispetto alle precedenti previsioni. Penso all’apertura del centro di assistenza infermieristica al Carmine che giudico molto positivamente”.
Perché?
“Perché finalmente è cominciata con atti concreti una politica di attenzione verso le periferie, cioè le zone della città maggiormente popolate. E questo cercando nello stesso tempo di rivitalizzare il centro storico, che deve diventare un polo di attrazione turistica, sociale e culturale. Peraltro con la delega alle periferie a suo tempo creata, ci siamo portati avanti anche rispetto all’agenda del governo Renzi che adesso pone molta attenzione alla situazione delle aree periferiche. Noi lo abbiamo fatto per tempo e continueremo a farlo con interventi mirati per aiutare concretamente la crescita e lo sviluppo di nuove forme di comunità”.
Sembra il quaderno dei sogni…
“No, non è così. Entro l’estate del 2015 sarà completato il Teatro Unione, grazie al finanziamento di 1,350 milioni della Regione. Sempre nei prossimi mesi arriveranno a compimento importanti interventi nel campo della mobilità pubblica e privata, ci saranno nuovi spazi di socializzazione. Dal 20 al 31 marzo Viterbo sarà sede della Mostra nazionale dell’artigianato in una location unica come Palazzo papale: una manifestazione unica che tutta l’Italia ci invidia. Ma non è finita qui…”

Una tomba etrusca a Castel d'Asso

Una tomba etrusca a Castel d’Asso

Continui pure…
“Il 2015 sarà l’anno degli Etruschi e Viterbo è il trait d’union ideale, attraverso la via Ceretana, tra Cerveteri e Orvieto. Non è difficile immaginare quante iniziative si potranno ideare per valorizzare questo enorme patrimonio, talvolta non sufficientemente sfruttato. E poi ci sarà lo straordinario appuntamento dell’Expò, nel quale Viterbo è punto di riferimento per tutte le iniziative della Regione. Senza dimenticare che la nostra città si candida a capitale della cultura. E non grazia ricevuta ma per oggettive ragioni storiche e culturali. E su questo c’è molto da lavorare”.
In che senso?
“Mi sono letto il rapporto del Censis e ho scoperto cose molto interessanti”.
Ad esempio?
“Viterbo è al 17esimo posto in Italia per dotazioni ed eredità a livello storico, culturale e artistico. Non ci sono meriti in questo dei nuovi e dei vecchi amministratori, ma ci sono invece responsabilità. Alle quali non intendiamo sottrarci. Sto lavorando intensamente perché tutti abbiano una percezione chiara dello straordinario tesoro che abbiamo in casa. Dobbiamo aprirci al confronto con altre province limitrofe, ma anche (e senza alcuna spocchia) al resto d’Italia e d’Europa. E senza timore di sfigurare, anzi…”.

Una delle opere esposte a Palazzo dei priori per Sacro e profano

Una delle opere esposte a Palazzo dei priori per Sacro e profano

Non le sembra di esagerare?
“Assolutamente no. La mostra ‘Sacro e profano’ che è visitabile in questi giorni è un esempio lampante. Quei tesori che sono disponibili in vari siti cittadini li avevamo in casa: bastava semplicemente tirarli fuori. Ed è ciò che abbiamo fatto, mi pare senza spese eccessive e con risultati ottimi. Penso ad un’Italia di mezzo in cui Viterbo abbia un ruolo strategico e non solo per la privilegiata posizione geografica. E così ci candidiamo ad avere un peso maggiore anche a livello internazionale”.
Pensa al gemellaggio con Avignone?
“Certamente, ma non solo. Al gemellaggio si arriva non solo per i tanti punti in comune (olio, lavanda, vite, palazzo palale…) ma anche per la capacità di produrre idee innovative, in grado di attrarre investimenti d’ogni genere”.
Fra i tesori non adeguatamente sfruttati e valorizzati ci sono anche le acque termali.
“Viterbo non è solo città d’arte e di cultura ma deve essere luogo dove si lavora e si produce. Sul termalismo c’è un impegno preciso e tanto lavoro da fare con alcuni progetti importanti. Aspettiamo solo che la Regione giri al Comune la concessione dello sfruttamento delle acque. E’ un passaggio, non solo burocratico, decisivo per il decollo di questo settore”.
E tutto questo nel 2015?
“Sono fiducioso, molto fiducioso. Renzi aveva chiesto 1000 giorni prima di valutare la sua azione; noi siamo circa a 500…. Intanto riscopriamo l’orgoglio di essere viterbesi e di lavorare con creatività e con idee innovative. Il materiale, le dotazioni di fondo ci sono: ora valorizziamole trasformandole in ricchezza, in lavoro, in occasioni di crescita”.

Leonardo Michelini e Beppe Fioroni

Leonardo Michelini e Beppe Fioroni

Intanto si continua a litigare sulla verifica in Comune…
“Probabilmente avrei potuto fare qualcosa di più e di meglio”.
Traduzione: se avessi messo mano più in profondità, sarebbero venuti fuori molti più problemi. E’ così?
“Sono sufficientemente soddisfatto di aver mantenuto un equilibrio importante nella maggioranza”
Uno dei maggiori motivi di doglianza era (ed è) la raccolta differenziata.
“Intanto siamo al 50% secondo gli ultimi dati. Comunque non mi sottraggo alla domanda: secondo me era necessario pulire il tavolo e ripartire. Ci sono stati errori nella formazione e nell’informazione? Può darsi. Ecco perché ora si riparte, senza paraocchi e senza alibi. E comunque questo non giustifica gli incivili e i maleducati. Che invece saranno perseguiti con durezza attraverso l’azione delle forze dell’ordine e l’uso delle telecamere. E i controlli saranno evidentemente serrati anche nei riguardi della società incaricata del servizio”.
Ma l’opposizione la definisce “il peggior sindaco”…
“L’opposizione? Magari facesse davvero il suo lavoro di stimolo con proposte alternative sulle quali discutere e confrontarsi. Lo hanno fatto un po’ con il bilancio, ma per il resto ho sentito spesso critiche caratterizzate solo da facili populismi. E anche insulti…”.
In verità, anche l’onorevole Fioroni non è stato tenero…
“Ha posto problemi veri e ha esercitato un necessario stimolo. Non ci trovo nulla di scandaloso o di sconvolgente….”.

Il sindaco, Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Il sindaco, Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Possibile che i rapporti con il Sodalizio Facchini siano così tesi?
“Mi sto personalmente impegnando per ricucire gli strappi. Non è il caso di rivangare il passato. I facchini di Santa Rosa rappresentano, anche visivamente, il cuore pulsante di questa città. Il riconoscimento Unesco è merito loro e dell’intera comunità cittadina. E la Macchina 2015 sarà bellissima e sarà trasportata con lo straordinario entusiasmo di sempre, accompagnata dall’affetto e dalla stima di tutti i cittadini. Anche i Facchini di Santa Rosa sono un patrimonio di tutti noi. Nessuno, il sindaco in testa, se ne è dimenticato o ha intenzione di farlo”.
La sintesi finale?
“Dobbiamo, io per primo, riscoprire il gusto di scommettere sul futuro con idee nuove. I gufi? Io non ne vedo e, ammesso che ci siano, abbiamo tutti i mezzi per metterli in condizione di non nuocere. Le critiche? Ben vengano a patto che servano a costruire. Gli insulti? Ho deciso di volare alto… Buon 2015 a tutti i miei concittadini”.

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