Un’assemblea sindacale permanente nei locali dell’Ater, in via Garbini. L’hanno indetta ieri i rappresentanti della Cisl e della Cgil, secondo l’articolo 9, punto 5 del contratto nazionale di lavoro Federcasa, e con lo scopo dichiarato di “seguire costantemente la situazione attraverso il presidio dei lavoratori, onde evitare ulteriori azioni che potrebbero dannegiare gli stessi”. Il tutto è naturalmente riferito alla defenestrazione del direttore generale Ugo Gigli da parte del commissario straordinario Bianchi “e alla anomala nomina pro tempore del direttore generale Massimo Bindi al fine di redigere – scrivono i rappresentanti sindacali in una nota – un unico atto, quello della costituzione come parte civile dell’azienda nel procedimento penale contro Gigli promosso da un’ex dipendente. Una decisione che oltre a preoccuparci e a creare un danno d’immagine ad Ater, potrebbe portare in futuro ad un esborso che perserà sensibilmente sulle casse dell’Ente”.
Già, perché lo stesso Gigli ha già annunciato azioni legali dal punto di vista civile e penale e ha sottolineato come ci siano dei precedenti, in questo senso, che hanno portato a reintegri dei direttori generali allontanati ingiustamente e a relativi importanti risarcimenti. Il commissario Bianchi, dal canto suo, ha ribadito la liceità del suo atto, avvertendo di essere pronto a rivalersi qualora la giustizia verificasse l’inconsistenza delle recriminazioni del manager. Ieri, intanto, è scaduto il mandato di Bindi.
Pur preoccupati, i rappresentanti sindacali (Maria Gabriella Serafinelli per la Cisl, Claudia Pieri per la Cgil), invitano Bianchi a ripensarci: “Considerando anche la difficile situaszione economica dell’azienda – dicono i dipendenti – esprimiamo la nostra contrarietà all’operato del commissario straordinario e lo invitiamo ad un saggio ripensamento per ricostituire la precedente condizione di vertice dell’Ater”.









