Tuscania, a braccetto con Orvieto, va controvento e dice un secco no alla realizzazione di parchi eolici che deturpano il paesaggio. L’occasione è data dalla richiesta di impiantare gigantesche pale, alte fino a 180 metri, in una zona che ricade nel territorio del comune di Viterbo ma che va ad impattare, assai negativamente, con uno dei (tanti) gioielli della cittadina della Tuscia: la chiesa medievale di San Pietro. Analoga questione viene sollevata in Umbria dove le pale farebbero da sfondo ad un altro scrigno di pregevole bellezza: il Duomo.
“Non se ne parla proprio” affermano in coro i sindaci dei comuni interessati, Fabio Bartolacci e Giuseppe Germani, sostenuti nelle loro richieste da un insieme di associazioni che hanno a cuore la tutela e la salvaguardia del patrimonio storico e paesaggistico dei comuni di Tuscania e Orvieto: Lipu, Wwf, Pronatura, Italia Nostra Onlus, Legambiente, Mountain Wilderness e la Delegazione viterbese del Fai.
“Abbiamo già in passato denunciato questa situazione – sottolinea con vigore il primo cittadino di Tuscania, Fabio Bartolacci – e devo dire che il progetto presentato a suo tempo è stato bloccato. Inizialmente infatti si parlava di pale alte fino a 120 metri, poi con una variante si prospettò la richiesta di utilizzarne ancora più grandi, fino a 180 metri. Sia per la decisione della Regione che per l’opposizione manifestata in Provincia in sede di conferenza dei servizi, la questione fu archiviata. Adesso pare che stia tornando d’attualità con un impatto sulla nostra chiesa di San Pietro devastante”. “In verità – aggiunge – il parco dovrebbe sorgere in una zona che ricade sotto la giurisdizione di Viterbo, per cui ho già contattato il sindaco Michelini chiedendo e ottenendo rassicurazioni precise: il capoluogo non ha alcuna intenzione di assecondare un progetto del genere”.
Il fatto è che la competenza in materia è delle Regioni e, in assenza di normative chiare, le pale sono spuntate un po’ dappertutto senza rispettare né le regole paesaggistiche né quelle semplicemente derivanti dal buonsenso. Peraltro non si riesce ancora a capire bene se la nascita dei parchi eolici ricada nel settore ambiente, che è una delle competenze che restano in carico alle nuove Province, in base al ridimensionamento introdotto dalla riforma Delrio. ” Intanto – aggiunge Bartolacci – un freno consistente è arrivato da parte dello Stato con la revoca dei contributi sia per gli impianti eolici che per quelli fotovoltaici, altrimenti ci saremmo ritrovati con i nostri territori tappezzati di pannelli e pale. Va poi aggiunto che le Sovrintendenze stanno facendo un ottimo lavoro, impedendo con azioni forti e decise la nascita di impianti anche in luoghi che hanno uno straordinario valore artistico e storico come il nostro colle San Pietro. Però, i tentativi continuano e a questi bisogna opporsi con ogni mezzo. Noi, come Comune, abbiamo poche possibilità di intervenire, anzi nella sostanza non abbiamo alcun potere di revoca. A Tuscania abbiamo approvato una delibera di salvaguardia, ma è un atto di indirizzo: di elevato valore, ma scarsamente incisivo nella pratica.
“Intorno alla chiesa medievale di San Pietro di Tuscania e al Duomo di Orvieto – si legge in una nota – è in programmazione la realizzazione di parchi eolici che altereranno totalmente il paesaggio viterbese e umbro fino ad oggi miracolosamente conservato. Il fattore turistico-attrattivo di questi celebri monumenti è determinante per caratterizzare il tessuto storico-urbanistico delle città dove sono ubicati e influenza notevolmente le economie locali. A tali considerazioni, si aggiungono anche le attente valutazioni che riguardano la tutela della biodiversità”. Stamattina alle 11,30, presso la Camera dei deputati, Francesco Scoppola, direttore generale del Ministero per la tutela del paesaggio, Giuseppe Germani, sindaco di Orvieto, e Fabio Bartolacci, sindaco di Tuscania, terranno una conferenza stampa per sostenere la richiesta di tutela delle visuali intorno a monumenti così importanti per la storia dell’arte e dell’architettura italiana. Sarà presente anche l’onorevole Serena Pellegrino, promotrice della proposta di legge costituzionale in materia di riconoscimento della Bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale.









