“I lavoratori di Villa S. Margherita sono considerati di serie B dalla nuova proprietà che ha rilevato il gruppo”. Lo dichiara Antonella Ambrosini, segretaria provinciale della Cgil – Fp, che aggiunge: ” Il calvario (per restare in tema religioso) che hanno dovuto subire i lavoratori del comparto IDI Sanità, allora diretto dalla Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione è noto a tutti. Un dissesto finanziario prodotto da una continua depredazione di risorse economiche che ha generato un passivo patrimoniale pari a circa 845 milioni di euro, distrazioni di denaro per oltre 82 milioni di euro, un indebito utilizzo di fondi pubblici per oltre 6 milioni ed un’evasione di oltre 450 milioni di euro e che ha portato a 144 capi d’imputazione per i 40 indagati”.
“Il 9 aprile 2015 – continua la Ambrosini – è stato sottoscritto un accordo da CGIL UIL e UGL ex art 47 legge 428/90 per il passaggio dei lavoratori del gruppo IDI sanità dalla PICFIC alla Fondazione Luigi Maria Monti, che ha rilevato il gruppo. L’accordo, oltre a prevedere il mantenimento di tutti i livelli occupazionali, le tutele garantite dall’art 18 della legge 300, il mantenimento del CCNL in vigore, prevedeva anche la regolarizzazione del pagamento degli stipendi; e cosi è stato, ma non per tutti, i dipendenti di Villa S. Margherita a Montefiascone continuano a ricevere gli stipendi in ritardo, e le giustificazioni a tale condotta sono a dir poco ridicole”.
“La Cgil Fp di Viterbo – conclude Antonella Ambrosini – non è più disposta a tollerare questa mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori, se perdurerà questo diverso trattamento anche per il pagamento delle prossime mensilità agiremo attraverso le vie legali”.




