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Il libro della Fontana riempie Schenardi

In trecento alla presentazione di "Esco a prendermi un caffè" (Setecittà)

La presentazione del libro

La presentazione del libro

Quasi trecento persone si sono ritrovate mercoledì pomeriggio all’interno del Gran caffè Schenardi. E quella che doveva essere una semplice presentazione di un libro, si è trasformata in un vero e proprio evento.

L’autrice, Maria Grazia Fontana, ha abbracciato amici vecchi e nuovi. Accorsi dai posti più disparati per comprendere a fondo i contenuti del volume “Esco a prendermi un caffè”. Edito da Sette città, col supporto logistico di diverse altre figure.
La serata è cominciata con un sottofondo musicale curato dai ragazzi del Cesmi. È toccato poi a Carmela Grassotti (fondatrice e colonna storica dell’Arlaf) spendere due parole in favore dell’amica sociologa e compagna di mille avventure. In un clima familiare e disteso, che pian piano ha coinvolto ogni presente sul lato emozionale.
Interessante, a riguardo dell’elaborato, il parere tecnico del poliedrico dottor Angelo Russo. “Una melodia – le sue parole – o, volendo, una radiografia dell’anima. Maria Grazia si può riassumere con tre titoli di altrettanti libri, ‘Il piccolo principe’, ‘L’alchimista’ ed ‘Il gabbiano'”.
Ed eccola, la Fontana. Prima col groppo in gola e poi più spigliata che mai. “Perché lo ho chiamato così? – risponde alla giornalista Rossella Cravero, coordinatrice dell’incontro – perché quel semplice gesto, prendere un caffè, nasconde un mondo”.
Il pianeta sconosciuto in questione, altri non è se non quello dell’affido familiare. Argomento principe del volume, assieme alla disabilità. Scorrendo le pagine infatti si mescolano vicende semplici ma profonde, intrecciate e romanzate con mano sapiente dalla stessa Fontana. “Ci ho messo un anno per chiuderlo – spiega – prendevo appunti e scrivevo riflessioni a qualsiasi ora. Sono partita in sordina, e poi invece è stato difficilissimo metterci il punto”.
E riguardo al messaggio? “Non necessariamente si debbono raccontare storie tristi – chiude – Difficili, ok. Ma comunque ogni percorso ha una sua strada. Bellissima, leggera. Alla quale va data voce. Della vita non si deve trascurare un dettaglio. Non un attimo, va bruciato. Ringrazio veramente di cuore tutte le persone che mi sono venute a trovare, tutte quelle che continuano a telefonarmi per complimentarsi. Spero di tornare presto a fare due chiacchiere con loro, magari già tra qualche giorno, a Caffeina”.

 

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