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La Viterbese, il Taranto e l’Albatros Goletti

Daniele, doppio ex da portiere: "Domenica che emozioni"

Una figurina da collazione: Daniele Goletti e Rosario Biondo

Una figurina da collezione: Daniele Goletti e Rosario Biondo

Se uno volesse davvero prepararsi, avvicinarsi, acclimatarsi, al partitone di domenica tra Viterbese e Taranto dovrebbe parlare per una decina di minuti con Daniele Goletti. Per avere ragguagli – dritte – tecniche, certo, visto il curriculum che può sfoggiare. Ma anche per avere un approccio ragionato a questo terzultimo atto dei playoff di serie D. Intanto, perché Daniele è viterbese, cresciuto nel Pianoscarano, e perché ha indossato entrambe le maglie (oltre a quella del Cagliari, quando Gigi Riva era già un mito, e se lo coccolava, e lo consigliava), ma non è solo per questa pur ottima ragione che vale la pena prendere un caffè al bar con lui. No, la verità è che Goletti, 57 anni, è uno di quei personaggi che il calcio non fabbrica più. Hanno buttato lo stampo, o forse lo hanno calpestato, travolto dagli scandali moggiani e blatteriani, masticato dai termini tipo “ripartenza” e “intensità”, violentato in nome della televisione e del fatturato. A Taranto, a metà degli anni Ottanta, lo chiamavano Albatros, come quegli uccelli regali che planano ad ali spiegate nei cieli dei mari del sud.

Goletti, domenica c’è Viterbese – Taranto, la sua partita.

“Non avrei mai voluto che ci fosse. Intanto, perché sono due squadre che meriterebbero già oggi altri palcoscenici, e non la serie D. E poi, soprattutto, perché una delle due dovrà uscire per forza dai playoff”.

Un giovanissimo Goletti con la casacca del Cagliari

Un giovanissimo Goletti con la casacca del Cagliari

Anche se si annunciano ripescaggi per tutti, siori e siore.

“Infatti. Questa può essere una piccola compensazione per chi uscirà. Mi auguro che la squadra che non andrà avanti nel cammino playoff possa rientrare in Lega pro da una porticina di servizio, diciamo”.

Il suo Taranto, Goletti.

“Tre stagioni.Dal 1985 all’88. Le prime due stratosferiche. Il primo anno, con una squadra nuova e azzerata da un illecito sportivo dell’anno precedente, vincemmo il campionato di C1. Il torneo successivo, in B, fu addirittura il più bello della mia carriera, con la salvezza in serie B agli spareggi”.

Quelli di Napoli: vinceste con la Lazio, gol di Totò De Vitis e vi salvaste ai danni del Campobasso.

“Una gioia indimenticabile. Se a Cagliari, da ragazzino, mi avevano adottato, a Taranto ho vissuto la mia maturità”.

I tifosi?

“Grandi. Lo stadio sempre pieno. Semmai i problemi erano fuori: al Sud, negli anni Ottanta, la delinquenza non mancava. Ci rubarono anche negli spogliatoi… Ma torniamo alle cose belle: pensi che ancora mi sento con alcuni compagni di allora, con giornalisti, sostenitori. Laggiù il calcio è una passione vera, forte, e a quei tempi la domenica allo Jacovone era uno dei pochi riti di svago”.

Daniele Goletti con  la maglia della Nazionale italiana femminile

Daniele Goletti con la maglia della Nazionale italiana femminile

La sua Viterbese, Goletti.

“Ce l’ho dentro al cuore. Sempre. Qui ci sono nato. Ho lavorato in gialloblu per quindici anni, anche se spesso qualcuno sembra dimenticarsene… Da due anni alleno i portieri delle giovanili, dai 2002 fino a quelli della Juniores, ma prima ho curato anche quelli della prima squadra”.

Lei si diverte con il Milan junior camp e soprattutto si occupa anche di calcio femminile.

“Prima con la Nazionale A, adesso mi sto dedicando alle giovanili, perché il movimento ha bisogno di crescere, perché è meglio lavorare sulle ragazze, insegnare loro qualcosa, così ci si trova avanti col lavoro quando sono grandi e pronte”.

Il presidente incaricato della Lega Nazionale Dilettanti Belloli ha detto che le calciatrici sono tutte lesbiche.

“E ha detto una cazzata. Grossa. Anche se paradossalmente, e per fortuna, quella sua affermazione sta facendo bene all’immagine di questo mondo. Ora ci vuole il professionismo, gli investimenti, magari anche l’impegno delle grandi squadre maschili. Come accade nel resto del mondo, d’altronde”.

Tornando ai maschietti: domenica?

“Sarò al Rocchi, chiaro. Quest’anno sono venuto poco, ma stavolta non posso mancare”.

Pronostico?
“1-0 Viterbese”.

Prendiamo nota, Albatros.

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