06102026Headline:

A Cellere tutto il rock delle psychiatric band

Il festival è organizzato dal Centro diurno "Luna piena" di Tarquinia e Comune

Il manifesto della rassegna

Il manifesto della rassegna

Questi l’X-Factor ce l’hanno. Sicuro. E pure se qualcuno non riuscisse a percepirlo, poco importa. Perché loro rappresentano, senza ombra di dubbio, una delle più belle realtà della Tuscia. Dell’Italia, a vederla bene. Poiché in ballo ci stanno ben nove combriccole, provenienti da ogni pinzo dello Stivale.
Partiamo dai nomi. Briganti pizzicati, The red band e Musica in cammino (tutti e tre da Roma). Poi, Il bongo sul pullmino (Città di Castello), Fulmini in linea retta (nientepopodimeno che Aosta), Illusioni ottime (Ladispoli), Cosmic sband (Frascati). Ed infine, a far gli onori di casa, Riders on the storm (Montefiascone) e Tipi strani (Tarquinia).
Ora, difficilmente qualcuno dopo aver lette questo elenco avrà riconosciuto qualcun altro. Ma qui viene il bello. Perché queste in realtà sono tutte band. Anzi, di più: psychiatric-band. Ossia, gruppi musicali nati all’interno dei percorsi di cura della salute mentale. Progetti da dieci e lode, insomma.
Le suddette formazioni si ritroveranno stasera (a partire dalle ore 18) in piazza Umberto I a Cellere. Laddove si terrà l’ormai consueto festival nazionale. Giunto, e con orgoglio, alla sua nona edizione.
“Il programma prevede – fanno sapere gli organizzatori – senza soluzioni di continuità, delle esibizioni di qualità e di estrema carica emozionale a suon di cover, ma anche di brani inediti. Ci sarà da divertirsi”.

Una formazione partecipante

Una formazione partecipante

Il festival è organizzato dal Centro diurno “Luna piena” di Tarquinia (Dipartimento di salute mentale della Asl di Viterbo), in collaborazione con il Comune di Cellere. E rappresenta, ormai, un punto di riferimento nazionale per le tantissime formazioni da pentagramma che nascono all’interno dei servizi e delle istituzioni psichiatriche, a scopo terapeutico e riabilitativo.
“Le psychiatric bands – spiega Venanzio Venanzi, responsabile proprio del Centro – hanno una particolarità che le distingue dal resto del panorama musicale. La capacità di far circolare emozioni vitali, attraverso la creatività e il talento. Superando le barriere pregiudiziali, con la consapevolezza dei limiti, ma proiettandosi in una speranza di ritrovarsi, riconoscersi ed essere riconosciute”.
La manifestazione, infine, si propone come un preziosissimo momento di apertura all’esterno. Nella veste di un concorso vero e proprio, con tanto di giuria mista composta dagli stessi musicisti e da esperti del settore.

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