
Renzo Lucarini (a sinistra) con il presidente del Comitato regionale Lazio della Federcalcio, Melchiorre Zarelli
“Alla fine Piero e Vincenzo hanno rispettato l’impegno preso due anni fa. Dico la verità: non avevo mai avuto dubbi in merito”. I due indicati solo col nome di battesimo sono i Camilli, padre e figlio, e l’oggetto del contendere è naturalmente la Viterbese; ad esprimersi è invece Renzo Lucarini, consigliere regionale della Federcalcio e soprattutto navigatissimo “uomo di pallone”. “E’ vero – commenta – il calcio è un affare, ma è anche e soprattutto una questione di cuore. Non si può portare avanti una società semplicemente solamente badando agli aspetti economici e finanziari (che comunque rappresentano una componente essenziale per una gestione sana e razionale), perché entrano in ballo altre componenti: la passione, il tifo. Il cuore, appunto”.
Restano però alcune problematiche non semplici… “Me ne rendo conto. Mi pare che l’amministrazione comunale, in base agli impegni direttamente assunti dal sindaco Michelini, si stia dando da fare, ma ci sono evidentemente altri passaggi da mettere in conto”. Quali, consigliere? “E’evidente che la mancanza di un campo di allenamento penalizza non poco la società gialloblù, costretta dalle circostanze a mandare a giocare le sue formazioni giovanili in giro per la provincia. Questo produce mancanza di fidelizzazione. Se si riuscirà a realizzare il famoso progetto del campo in sintetico al Barco, sarà un consistente passo in avanti. A Montefiascone lo stanno realizzando al Fonatenelle 2, quindi le cose si possono fare… Ma c’è ancora dell’altro”. Dica pure… “Credo che Viterbo sia l’unico capoluogo italiano a non avere un assessore allo Sport. Sergio Insogna ci ha messo al cuore, ma è complicato portare avanti certi discorsi senza un budget di base con la necessità, anche per le iniziative più piccole, di doversi rivolgere sempre ad altri… Ecco, sono convinto che anche questo sia un passaggio non più rinviabile”.
Forse è il caso di tornare al calcio giocato. “L’annata si è chiusa con qualche dolorosa notizia per noi appassionati di calcio. Dopo tanti anni, il Pianoscarano (storico club cittadino) perde la Promozione e in Eccellenza abbiamo dovuto registrare la defaillance del Monterosi, poi recuperata con l’operazione che ha coinvolto la Sorianese. Il momento è difficile, ne siamo tutti pienamente consapevoli: situazioni del genere sono purtroppo frequenti anche in altre province. Alle ristrettezze di risorse, si può e si deve rispondere con la programmazione, con scelte lungimiranti, con il buonsenso. Inutile e controproducente imbarcarsi in avventure costose, meglio puntare su progetti compatibili e meglio ancora puntare sulla crescita dei vivai. Che magari non danno frutti immediati, ma che assicurano nel medio periodo una base solida dalla quale attingere anche per la prima squadra”.
E a livello provinciale? “Innanzitutto, un sincero grazie al lavoro portato avanti dalla Delegazione guidata da Ermanno Todini. Conosco bene la delicatezza e le difficoltà legate a quel ruolo e quindi i complimenti sono davvero meritati. Anche in questo caso, devo ripetere i discorsi fatti in precedenza: le difficoltà ci sono e sono innegabili. Alle società che hanno dato vita ai tanti campionati nella Tuscia un augurio, un ringraziamento e un piccolo suggerimento: mai fare il passo più lungo della gamba. Sono scelte che, alla lunga, si pagano. Meno improvvisazione e più programmazione: ecco la mia ricetta”.
La sintesi, Renzo Lucarini? “Sono contento che la Viterbese si stia organizzando per una stagione importante, almeno questo leggo. La presenza di una squadra leader in un campionato nazionale è fondamentale non solo per la città che rappresenta, ma soprattutto per l’intero movimento calcistico provinciale. Che ha le potenzialità e le professionalità per recitare un ruolo di rilievo nel panorama laziale”.





