09082026Headline:

La casa al mare non tira decisamente più

Abbastanza vivace il mercato degli affitti per periodi comunque brevi: 1-2 settimane

Il litorale di Tarquinia

Il litorale di Tarquinia

La casa al mare non tira più. Non c’è bisogno di chiedersi il perché: in tempi di crisi, nonostante qualche (timido) segnale di ripresa, è evidente che non c’è alcuna voglia e/o possibilità di impegnarsi nell’acquisto di abitazioni essenzialmente adibite al periodo delle vacanze. Insomma, se già si fa difficoltà ad acquistare la prima casa, impensabile che si possano spendere soldi per la seconda.

La certificazione di una situazione difficile nell’intero comparto immobiliare di tipo turistico viene dall’ufficio studi di Tecnocasa che sancisce, nel primo semestre del 2015, un calo delle quotazioni medie a livello nazionale del 3,5% rispetto alla seconda metà dell’anno scorso. A giudizio degli esperti, le motivazioni principali vanno ricercate “in una diminuzione della disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti, ma anche in una maggiore offerta presente sul territorio dovuta alla dismissione di questo tipo di immobili da parte di famiglie che lo utilizzano per brevi periodi e per le quali il peso fiscale e i costi di mantenimento non ne giustificano più il possesso”.
Ancor più accentuata la diminuzione delle quotazioni per quelle che riguarda le località costiere del Viterbese dove si registra un calo del 10,8%, più del triplo quindi rispetto al dato nazionale, mentre la provincia di Roma si allinea con una contrazione del 3,6%. In generale, nel Lazio, il risultato generale è del -2,8%. Va sottolineato che complessivamente dal 2007 il valore degli immobili nelle zone di mare è diminuito del 34,8%.
Per Tecnocasa “aumenta il numero delle persone che affittano l’immobile nel periodo in cui non lo utilizzano e questo è possibile perché sempre più turisti cercano casa in affitto per brevi periodi (una o due settimane, al massimo)”.

Marina di Montalto

Marina di Montalto

Le tipologie più richieste per l’acquisto si confermano il bilocale ed il piccolo trilocale sui quali investire mediamente cifre non superiori a 250mila euro.  Fondamentale la presenza di uno spazio esterno e la vicinanza o l’agevole raggiungibilità delle spiagge. Per i potenziali acquirenti è sempre più importante il contenimento dei costi condominiali e il buono stato dell’immobile. Il ribasso dei prezzi ha determinato in alcune località un aumento della percentuale di acquisti da parte di persone residenti nel posto o nella regione: si compra insomma sia la prima casa che la seconda casa (questo in passato non avveniva a causa dei valori elevati).
Il prezzo, in questo momento, resta una delle variabili fondamentali nella scelta d’acquisto e per il quale si è disposti a rinunciare a caratteristiche quali ad esempio il fronte mare. Pur di spendere di meno, quindi, si rinuncia anche ad una posizione più prestigiosa, purché le spiagge siano abbastanza vicine e comunque raggiungibili abbastanza agevolmente, magari evitando di utilizzare l’auto perché i problemi di parcheggio nelle aree più prossime ai litorali sono presenti praticamente dappertutto. In particolare, il mercato appare particolarmente vivace per quanto concerne gli acquirenti stranieri che approfittano dei prezzi bassi per fare affari.
Al Nord il ribasso medio dei prezzi è del 5%: calano in modo particolare i valori nel Veneto (-6,7%), a seguire la Liguria con -4,8%.Al Centro il calo è stato del 3% e sono le Marche a soffrire maggiormente (-3,9%), va meglio di tutte la Toscana le cui mete turistiche segnalano soltanto un -0,7%. Al Sud e nelle Isole la diminuzione è stata rispettivamente di 1,7% e del 4,4%: la  Sicilia segna -9,7% mentre la Sardegna chiude con -3%; si difendono bene la Campania (-1,0%) e la Basilicata di Policoro rimasta stabile.

Uno scorcio di Pescia Romana

Uno scorcio di Pescia Romana

Le più costose si confermano Positano con top prices di 10mila euro al mq, Amalfi e Varigotti (Liguria) con 8mila euro al mq e Finale Ligure-Marina con 7500 euro al mq. Nella vicina Toscana, le località turistiche hanno segnalato un ribasso dello 0,7%. La provincia di Grosseto registra stabilità delle quotazioni, in calo dello 0,8% quella di Livorno. Stabili i valori di Follonica, mentre a Viareggio si registra una ripresa della domanda attirando gli acquirenti che non riescono ad accedere ai vicini mercati di Forte dei Marmi e di Lido di Camaiore.

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