10092026Headline:

Viterbese, subito la mentalità giusta

Per vincere va cambiato al più presto l'approccio alla gara e al torneo

La Viterbese deve subito trovare la mentalità vincente

La Viterbese deve subito trovare la mentalità vincente

Dice il vocabolario Treccani: “Mentalità s. f. – Modo particolare di concepire, intendere, sentire, giudicare le cose, ritenuto proprio di un individuo, di un gruppo sociale, o addirittura di un popolo: la mdei primitivila mdei popoli latinislavianglosassoni, ecc.; mtipicamente borghesemapertaminfantilemristrettagrettameschinamsorpassataantiquataio non mi adatterò mai a quest’arida m. amministrativa (Goffredo Parise). Con tono spreg., che m.!che razza di m.!, a proposito di persona che giudichi e operi in modo che a noi pare sbagliato, grossolano”.

Mentalità può, quindi, sembrare una parola semplice e invece è un concetto di vitale importanza per una squadra che vuole essere protagonista. La riflessione che mi è venuta dopo la falsa partenza della Viterbese di domenica scorsa a Ostia è proprio questa, al di là dell’organico incompleto e dei ritardi sul mercato dovuti al mancato ripescaggio: i gialloblù per arrivare in alto devono trovare, prima di ogni altra cosa, la giusta mentalità. Una mentalità vincente. Andare a Ostia con la timida speranza di prendere un punto contro una squadra di ragazzini, seppur con l’attenuante per la squadra di Sanderra di aver potuto contare su un organico ridotto (ma in ogni caso più forte dei tirrenici), col risultato di tornare poi a casa con le pive nel sacco, è un esempio di come non deve ragionare la Viterbese. Che deve invece riscoprire la capacità di aggredire l’avversario –  sempre nel rispetto delle regole del gioco, ci mancherebbe – e di non farlo ragionare, giocando con convinzione e consapevolezza della superiorità dei propri mezzi. Perché la Viterbese, anche senza gli innesti dell’ultima ora (quelli arrivati e quelli che arriveranno certamente) è comunque più forte delle altre. Mentalità, perciò, deve tradursi in questo breve concetto: rispetto per tutti ma paura di nessuno.
In questi ormai sette anni di serie D, con la piccola parentesi in Eccellenza di due stagioni fa,  francamente una Viterbese di mentalità si è vista poche volte. Questo, però, ha tutti i requisiti per essere l’anno buono per dimostrare sul campo che i gialloblù meritano quello che il duo Lotito/Tavecchio ha negato loro, e cioè il ritorno tra i professionisti. Non sarà una passeggiata di salute, ma se la Viterbese acquisirà la giusta mentalità avrà compiuto più della metà dell’opera.

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