Com’era la storia di nemo? Non il pesce è, sia chiaro. Ah, eccola: nemo propheta in patria. Nessuno è profeta in patria, quindi. E perciò manco quelli di Accademia Kronos.
Ma andiamo per ordine. Nei prossimo giorni, nella tranquilla e serenissima Parigi, si apriranno i lavori del tanto atteso summit sul clima. Dureranno due settimane, dentro le quali scienziati provenienti da ogni parte del globo si confronteranno. L’intento (modesto) è semplice: i tipi vanno in Francia per decidere le sorti dell’umanità. Una specie, la nostra, che per via dei continui sconvolgimenti climatici causati da troppo gas serra emesso in atmosfera, non è che se la passi poi così bene.
Avanti. “L’International Association on Social Quality, un prestigioso ente scientifico olandese – spiegano dall’Accademia – ha scelto come testimonianza di studi sul clima realizzati e pubblicati da organizzazioni non governative italiane, il nostro dossier”.
Una bella notizia, pertanto. Che rende onore ai signori Kronos. “È frutto di un anno di osservazioni e raccolta dati sulle mutazioni climatiche – proseguono – in cui si trovano contributi di insigni scienziati come il premio Nobel Vincenzo Ferrara, la prorettore dell’Università di Viterbo Anna Maria Fausto, Luigi Campanella, professore di chimica della Sapienza e lo scienziato dei problemi del Mediterraneo, Roberto Minervini”.
Il pacchetto entrerà perciò a far parte della documentazione scientifica a disposizione di tutti i politici e scienziati presenti a Parigi.
E qui viene il bello (e anche “nemo”). Infatti il presidente dell’Accademia, Ennio La Malfa, dopo aver esternato una certa soddisfazione per il traguardo, ha spedito una frecciatina non da poco alla politica di casa. “Il presidente – ancora loro – ha commentato, con una certa amarezza, che nonostante da oltre un anno avesse chiesto a più riprese alla Regione Lazio di organizzare giornate sul clima nelle scuole in preparazione dell’evento, dall’assessorato ambiente e dalla presidenza della Regione non ha mai ricevuto una pur minima risposta”.
La solita figuraccia, insomma. Ma come mai?, viene da chiedersi. La Malfa una risposta ce l’ha: “E’ proprio vero – eccola – che la qualità dei nostri lavori poco importano ai politici, e questo solo per il fatto che noi non rappresentiamo un utile vivaio di voti su cui contare”.
Si attende replica. Non per niente, ma tra i politici alla Pisana ci sarebbe anche un certo Riccardo Valentini, premio Nobel anch’esso, ma principalmente personaggio molto dentro ai problemi ambientali.








