11032026Headline:

L’esempio della viterbese Shaymaa

''È adesso che dobbiamo stare uniti'', dice la musulmana viterbese

Shaymaa ha il raffreddore. Forse lo ha preso sabato, in piazza Santi Apostoli a Roma: la manifestazione dei musulmani italiani contro il terrorismo, all’insegna dello slogan Not in my name, non nel mio nome, è stata inzuppata da una pioggia continua.

DAL TEVERE AL NILO E RITORNO Shaymaa Fayed strizza il kleenex e parla, racconta della sua storia di sedicenne musulmana, egiziana d’origine, nata a Roma, tornata sulle rive del Nilo (e non in senso figurato: la sua famiglia viene dal Delta, vicino ad Alessandria) e poi risalita in Italia, nella Tuscia. A Caprarola prima e dal settembre del 2007 a Viterbo. Insieme al papà e alla mamma, e a due fratelli: uno che studia per diventare ingegnere e l’altro che sta finendo il liceo scientifico al Ruffini.

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