Tra ministri, prefetti, commissari, direttori, presidenti e altre cariche a vostro piacimento, questi hanno inviato una secchiata di mail che se ancora si comunicava tramite lettere, erano andati falliti solo che per comperare i francobolli.
Comunque, per “questi” si intende il Coordinamento dell’Alto Lazio dell’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment). Che, nel caso specifico, corrisponde ai seguenti nomi: dottor Giovanni Ghirga, dottoressa Antonella Litta, e sempre dottor Mauro Mocci.
Oggetto della missiva: “segnalazione del persistere e dell’aggravarsi del processo di eutrofizzazione e netta riduzione della qualità delle acque del lago di Vico e il possibile e connesso rischio sanitario per le popolazioni dei comuni di Caprarola e Ronciglione che da questo lago captano acque ad uso umano”, da leggere tutto d’un fiato.
Andiamo a capirci qualcosa, partendo da un presupposto: per “eutrofizzazione” si indica, in questo caso specifico, una sovrabbondanza di nitrati e fosfati. Nulla di buono, per farla breve.
“L’Isde – attaccano – ha più volte segnalato questi problemi. Si richiedono ancora una volta interventi urgenti, decisivi e rapidi. Il primo dei quali deve prevedere la cessazione della captazione di acqua dal bacino e il contestuale reperimento di fonti alternative di approvvigionamento”.
Ok, ma perché? “La compromissione della qualità delle acque si caratterizza per la marcata riduzione del quantitativo di ossigeno, aumento della clorofilla e della biomassa algale ed è da attribuirsi alle massive fioriture del Cianobatterio Plankthotrix rubescens, detto comunemente alga rossa”.
Perfetto. E le cause? “Le intense fioriture del cianobatterio sono favorite verosimilmente dall’uso ultradecennale di fertilizzanti e fitofarmaci nelle vaste aree coltivate a noccioleti. Pericolosa è poi la possibile permanenza di scarichi fognari abusivi o non a norma. Chiude la papabile azione residua di inquinamento dovuta agli agenti contaminanti individuati nel sottosuolo del dismesso Magazzino Materiali di Difesa Nbc di Ronciglione”.
E, se non bastasse, dagli ultimi rilevamenti anche il livello di arsenico è bello gagliardo.
Di fronte a tale caos, cosa si può fare? Come porre rimedio? “Un’immediata installazione di impianti pilota per lo studio di una potabilizzazione extralacustre – chiudono – Un costante monitoraggio di tutte le sostanze tossiche e cancerogene. Un biomonitoraggio per sostanze inquinanti della fauna lacustre, della flora lacustre e delle aree circostanti. Un’informazione ampia e diffusa ai cittadini, negli studi medici, nelle scuole, negli ambulatori della Asl. Un inizio immediato di un monitoraggio di lungo periodo relativo allo stato di salute delle persone e in particolare dei bambini. Screening gratuiti per le popolazioni. Drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci. Costante controllo e periodica verifica di tutti gli scarichi fognari. Una bonifica definitiva ed effettiva del deposito militare Nbc di Ronciglione. Un’intensificazione dei controlli di tutte le attività notturne e diurne”. Amen.








