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S. Maria Nuova, torna a risplendere l’affresco

L'opera del Pastura restaurata attraverso l'intervento di Rotary, Banca di Viterbo e Comune

L'affresco del Pastura nella chiesa di Santa Maria Nuova restaurato attraverso l'intervento di Rotary Club, Banca di Viterbo e Comune restaurato

L’affresco del Pastura nella chiesa di Santa Maria Nuova restaurato attraverso l’intervento di Rotary Club, Banca di Viterbo e Comune

Da una parte la spinta propulsiva del Rotary Club di Viterbo (che dal  2003 ha cominciato una meritoria azione di recupero delle tante opere d’arte ospitate nelle chiese viterbesi), dall’altra la necessaria spinta economica assicurata dalla Banca di Viterbo (che ha finanziato i progetti). E ancora il Comune di Viterbo (che pur nelle risapute ristrettezze economiche ha contribuito) e ancora la parrocchia di Santa Maria Nuova che ha fatto la sua parte. Il risultato è il completamento del restauro degli affreschi che impreziosiscono la splendida chiesa romanica in pieno centro storico. L’ultimo intervento riguarda un’opera di Antonio del Massaro, detto il Pastura, realizzata nella seconda metà del Quattrocento, raffigurante san Girolamo, affiancato da San Giovanni Battista e San Lorenzo. Un affresco ridotto in condizioni pietose dalle intemperie meteorologiche e dall’incuria umana, capace addirittura di coprire con teli di nylon il dipinto con l’intento di proteggerlo. In realtà, proprio quelle coperture avevano provocato i danni maggiori poiché la mancata traspirazione aveva generato umidità, manifestatasi sotto forma di incrostazioni saline che avevano praticamente ricoperto l’opera.

Lorenzo Grani,, presidente del Rotary Club

Lorenzo Grani,, presidente del Rotary Club

Acqua passata, adesso l’affresco (realizzato all’epoca in una decina di giorni di lavoro) è stato riportato all’antico splendore grazie agli interventi coordinati da Emanuele Joppolo. Don Mario Brizi, parroco di Santa Maria Nuova, è raggiante di fronte al quadro che si trova sulla sinistra, appena dopo l’ingresso della chiesa: “Salvaguardare l’arte è un dovere di tutti, così come è un dovere preservare anche i luoghi dove queste importanti opere d’arte sono custodite”. Gongola l’attuale presidente del Rotary Lorenzo Grani che guida la semplice cerimonia: “‘Nonostante le tante difficoltà incontrate – sottolinea – siamo riusciti a portare a termine l’ambizioso progetto, dopo che il Rotary Club aveva già partecipato al restauro di altre due opere d’arte all’interno di questa splendida chiesa”. In verità, il progetto era cominciato sotto la precedente presidenza di Stefano De Spirito che racconta le varie fasi dell’intervento: “Ci abbiamo creduto e abbiamo lavorato tutti insieme per mantenere l’impegno preso con la città”.

Il restauratore Emanuele Joppolo

Il restauratore Emanuele Joppolo

Il restauro rientra nel progetto “Viterbo città d’arte”, portato avanti da anni con la collaborazione della banca di Viterbo. Adolfo Gusman, il responsabile, non intende comunque fermarsi qui: “Ci sono tantissime opere – spiega – nella nostra città che meritano di essere riportate agli antichi splendori. Penso anche alle numerose edicole, posizionate dappertutto. Le iscrizioni di alcune sono addirittura cancellate… Sarebbe bello e importante riportarle alla luce. E’ un’idea, ma ce ne sono tante altre. Quelle non mancano, piuttosto manca altro, ma c’è sempre la Provvidenza che alla fine ci dà una mano”.

Uno scorcio del pubblico intervenuto alla presentazione del restauro

Uno scorcio del pubblico intervenuto alla presentazione del restauro

In rappresentanza dell’amministrazione comunale l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi e la vice sindaco Luisa Ciambella che interviene spiegando che ”il contributo dell’amministrazione è stato molto sentito. Abbiamo diverse difficoltà a finanziare iniziative di queste genere, ma questo restauro per noi ha rappresentato una priorità. Non possiamo permetterci di perdere il patrimonio che abbiamo la fortuna di avere”. ”La nostra è una banca del territorio, l’unica rimasta – aggiunge Roberto Migliorati, presidente del collegio sindacale – e ci teniamo molto a valorizzare e preservare il nostro patrimonio artistico. Vogliamo che il nostro bilancio sociale miri al bene comune e alla tutela delle ricchezze del territorio. Per questo siamo sempre pronti a intervenire e supportare iniziative così importanti”. “L’arte è uno strumento fondamentale di conoscenza e comunicazione – conclude il vescovo Lino Fumagalli – per la nostra generazione e per quelle future. Esprime i valori fondamentali che caratterizzano la nostra cultura, il nostro passato e, al tempo stesso, il nostro futuro. Grazie a chi si è impegnato in questa straordinaria opera di restauro. Ora è arrivato il momento di rendere fruibili le meravigliose opere d’arte presenti nella città di Viterbo attraverso percorsi conoscitivi, in modo che tutti ne possano beneficiare”.

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