Viviamo ormai in un mondo in cui la tecnologia la fa da padrona. Ai giorni nostri è divenuto quasi impossibile vivere senza uno smartphone, un tablet o semplicemente una connessione Internet. Tutto ormai gira intorno alla tecnologia e anche i più “anziani” pian piano si stanno mettendo al passo con i tempi.
Anche le scuole non possono rimanere indietro. È il caso, ad esempio, dell’Istituto Comprensivo Luigi Fantappié di Viterbo che qualche giorno fa ha vissuto una giornata scolastica diversa dalle altre. Alcuni studenti della classe 2A hanno lasciato da parte il loro ruolo di scolari e vestito i panni di “prof” con un alunno d’eccezione, il presidente della Fondazione Carivit, Mario Brutti. Questi docenti “per un giorno” hanno illustrato al loro “alunno” l’innovazione della Lim, la Lavagna interattiva multimediale, che sta rendendo le loro lezioni sempre più efficaci ed interessanti.
L’incontro si è sviluppato in una sorta di “viaggio” alla scoperta dei nuovi metodi di lavoro e delle infinite risorse di cui ora dispone l’istituto. Chi accanto al grande monitor della Lim, chi alla postazione computer, hanno davvero condotto gli spettatori alla scoperta delle mille risorse di questo nuovo strumento didattico: dal testo della Divina Commedia al video di attori che ne recitano i versi; da Google Earth per le lezioni di geografia alle note indimenticabili di Bob Marley sui diritti umani, all’appello di Malala alle Nazioni Unite; un viaggio nei libri di testo (e-book) fino all’uso della lavagna come strumento tradizionale grazie al touch screen.
“Grazie alla Fondazione Carivit per questo importante dono – fanno sapere dall’IC Fantappié – che ha reso possibile il sogno, per ben tre classi, di lavorare ogni giorno come la maggior parte delle scuole europee, secondo linguaggi che appartengono al mondo delle professioni e della cultura. Grazie per questo approccio al sapere nuovo e stimolante, che permette di affrontare gli argomenti sotto diversi aspetti e linguaggi, rendendo tutti i nostri alunni capaci di intraprendere percorsi di crescita culturale, nella logica del sapere, saper fare e saper essere (J. Delors). Grazie perché anche chi non ha la possibilità o gli strumenti per accogliere alcune proposte didattiche, può in questo modo sentirsi parte della classe perché ha mille modi con cui poter apprendere gli argomenti. Grazie perché spesso possiamo trovare nel web tanti stimoli divertenti e questo ci fa essere felici di andare a scuola. Grazie perché possiamo conoscere i Paesi dei nostri compagni stranieri, vedere i luoghi che hanno lasciato, ascoltare le loro canzoni e sentirci più vicini. Grazie perché ad ogni proposta del libro possiamo trovare la sua traduzione nel modo della musica, dell’arte, delle immagini”.
La Fondazione Carivit da sempre è vicina al mondo dell’istruzione e della formazione, accogliendo e sostenendo progetti e iniziative che mirano “all’educazione, alla crescita personale, allo sviluppo economico e al miglioramento della qualità della vita della comunità”. Un altro bel gesto a conferma della loro mission.









