03022023Headline:

Permacultura, Bolsena capitale europea

Il festival in estate lascia spazio alla "convergence" Eupc. Nel mentre tanti seminari

Luca Puri, architetto e permacultore

Luca Puri, architetto e permacultore

La notizia è la seguente: quest’estate l’Eupc si svolgerà qua da noi. Ora, innanzitutto cos’è l’Eupc. Non un campionato di calcio. Non una gara canora. Non una competizione di tiro al piattello. Bensì l’European permaculture convergence. E cioè la rassegna europea, l’incontro di continente, la grande riunione, che racchiude in sé le menti più illuminate. Le mette a confronto. E le presenta al mondo circostante. Ecco, tale enorme contenitore sarà piazzato a Bolsena. Poiché negli ultimi anni sul lago si son ben mossi, proprio in termini di permacultura. L’omonimo festival infatti ha dato, e continua a dare, risultati incredibili.
Detto ciò, piccolo passo indietro. Cos’è la permacultura? Ci sarebbero tante definizioni utili per spiegarla. Alcune però sono troppo filosofiche, altre poco pratiche. Si andrebbe dal radical chic al fricchettone. Non rendendo affatto l’importanza che tale “cosa” ha e avrà sempre più. Ammesso che l’uomo voglia continuare a vivere.
Meglio quindi affidarsi alle parole del capostipite lacustre, del fondatore del pacchetto, Luca Puri. Il consueto cervello migrato all’estero e (grazie a dio) ritornato in patria.
“Credo che la permacultura sia una filosofia di vita – estrapoliamo la nozione da una sua vecchia intervista – un modo di concepirla in tutte le sue forme. Un modo nuovo di ragionare, di agire e di essere. Non ci sono ambiti specifici in cui si applica, tutto può essere pensato e progettato in permacultura, da una cena tra amici a una casa a un viaggio a un giardino. Non esistono limitazioni né impedimenti. Personalmente cerco di concepire i mie progetti sempre con quest’ottica di applicare i principi etici a ogni mia singola azione. Nello specifico della progettazione serve solo una ferrea volontà, la consapevolezza. Propongo sempre ai miei clienti un approccio permaculturale e un progetto in cui loro sono parte integrante e indissolubile”.
Nulla di strano perciò. Solo una visione sostenibile del cammino collettivo.

La deliziosa libr'osteria Le sorgenti

La deliziosa libr’osteria Le sorgenti

Da qui all’Eupc, in ogni caso, il festival propone una serie di incontri preparatori. Gratuiti. Interessantissimi. Il battesimo lo ha curato proprio Puri l’architetto, domenica passata, dentro la libr’osteria “Le sorgenti”, roccaforte permaculturale. Ne seguiranno altri, che toccheranno mille argomentazioni differenti. E sì, un poco si esce cambiati dopo una chiacchierata di queste. Della serie: fino agli etruschi l’Italia non sapeva manco cos’era l’olivo, figuriamoci l’olio. Oppure: il tipico cipresso toscano? Una specie che portarono i romani, prima non c’era. O ancora: le patate? Arrivate dall’America e mai utilizzate per 200 anni. Titolo riassuntivo: “L’utopia del paesaggio”.
Ecco. Svegliarsi la mattina e vedere il pianeta con un’ottica diversa, non dare nulla per scontato, anzi, provare a capire e a non deturpare, è permacultura. È affare che tutti dovrebbero sapere, studiare e mettere in pratica.

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