03022023Headline:

Ma i cartelli non li abbiamo più corretti?

A dicembre la promessa del Comune di sistemare i totem informativi. Siamo ad aprile

Cartello non corretto numero 1

Cartello non corretto numero 1

Alzi la mano chi si ricorda la storiella buffa dei totem informativi. Correva lo scorso dicembre, e grazie ai fondi del Plus, il Comune sparse per la città alcuni cartelli. Sarebbero dovuti servire, cioè l’intento di partenza era quello, a guidare il visitatore verso i luoghi di culto del capoluogo. Una sorta di tabellone-amico, insomma. Capace di dare consigli e accennare pure brevi cenni storici.
In realtà però, una volta piantati, furono utili solo a deridere l’amministrazione. Poiché, passi la versione italiana, quella in lingua inglese era un disastro. Cose tradotte letteralmente. Sviste che manco Ray Charles. Capitomboli grammaticali e bestemmie british.
Ne uscì fuori un caos mediatico che, per la 700esima volta, ci portò alla ribalta nazionale. Quando si tratta di farsi pubblicità, d’altronde, noi si procede di strafalcione in strafalcione. Altro che tesori nascosti e bellezze architettoniche.

Numero 2

Numero 2

Il Comune, in preda ad una crisi di nervi, scaricò la colpa su un terzo. Che a sua volta la girò su un quarto. “Abbiamo vinto l’incarico – la sintesi – e ci siamo affidati ad una professionista”. Alla faccia, disse mezzo pianeta in coro. E per fortuna che era una professionista…
Di nuovo il Comune corse così ai ripari. E, una manciata di giorni prima del santo Natale, ecco la solenne promessa: “Li togliamo, li correggiamo e li rimettiamo al loro posto”.
Bene. Siamo a metà aprile. Nel frattempo sono passate quattro ere geologiche, due tsunami (con la “s” e non con la “z”), una cinquantina di rimpasti. E i suddetti cartelli? Come se la passano?
Dunque, facendo una bella passeggiata per il centro storico, tra vetrine vuote e vetrine appena riempite che tra un anno al massimo si vuoteranno; di lato a macchine parcheggiate alla come-capita, zigzagando tra cumuli di immondizia, eccoli finalmente.
Il primo riassume il percorso da piazza del Gesù a piazza Fontana grande. “Oh, li hanno cambiati sul serio”. Miracolo.

E numero 3

E numero 3

Macché. Titolo: Square of the great fountain. Delusione totale. Seguono Square of Dante (che se lo avesse saputo prima, Dante, nella vita avrebbe preferito fare il tossico), Palace of the Gatti (dove non siamo andati di persona a controllare, ma ci abbiamo mandato un amico del quale ci fidiamo), ancora Square of San Faustino e poi ci sta lui, il top: the Memorial. Oh, the me-mo-ri-a-l. Che non è un torneo di calcetto dedicato a quel dirigente scomparso prematuramente, bensì il Sacrario. Excuse me, where is the Memorial? Mellì, signora mia.
Senza parole. Without words, per rimanere in tema.

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