30012023Headline:

Provincia, no a nuovi assetti organizzativi

Lucio Corbucci (Uil Fpl): "Proposta inaccettabile, ma sentiamo i lavoratori"

Palazzo Gentili, sede della Provincia di Viterbo

Palazzo Gentili, sede della Provincia di Viterbo

Da molti anni la Uil Funzione Pubblica ha chiesto che l’Amministrazione provinciale definisse i criteri per l’assegnazione di posizioni organizzative nell’ente; fino ad oggi, e dunque per tutto il tempo in cui la Provincia è stata un’amministrazione con circa 400 dipendenti e numerose attività amministrative ad essa assegnate o delegate, è stato l’unico ente a non avere posizioni organizzative. Una decisione, frutto forse del “non decidere”, censurabile, per quanto ci riguarda, ma è comunque avvenuto, e si è andati avanti così. Oggi, riceviamo una proposta di contrattazione che vorrebbe istituire circa 20 posizioni organizzative… Oggi che la Provincia ha più che dimezzato le risorse umane e le sono rimaste al più tre competenze amministrative.

Leggendo la proposta, è facile osservare che ciò che si propone è semplicemente di istituire una posizione organizzativa in pratica per ogni attività di ufficio, evidenza confermata anche dal fatto che alcune di queste posizioni organizzative non avrebbero neppure altro personale da coordinare. Il tutto in una fase in cui non esiste non diciamo certezza, ma neppure una prospettiva plausibile di quale sarà il futuro dell’ente; essendo anzi certo che la situazione sarà assolutamente diversa semplicemente da qui a meno di un anno – con conseguenze che per l’ente potrebbero essere anche assai rilevanti. Se pur le proposte hanno carattere generale, non riusciamo a liberarci dalla fastidiosa impressione che si voglia semplicemente creare un piccolissima fettina di personale “gratificato” da una riorganizzazione che attribuisce posizioni di organizzazione neppure pensabili, nella realtà… Facendo pagare il costo, però, al resto del personale.

E, infatti, se questa “riorganizzazione” senza significato attingesse il suo esito, drenerebbe una parte assai importante dal fondo del salario accessorio, che nella già enorme penuria di risorse dovrebbe invece esser dedicato a motivare il personale, tutto il personale; non già mediante erogazioni a pioggia – siamo i primi ad ammetterlo – ma premiando le professionalità e l’impegno in modo equo e diffuso, consentendo a chiunque abbia buona volontà di esser incentivato, e non solo a un numero così ristretto. L’istituzione delle posizioni organizzative, peraltro, è in netta contraddizione con l’avviso pubblico n° 27859, con il quale l’Amministrazione pretende di ricoprire incarichi istituzionali di alto profilo addirittura facendo lavorare gratuitamente dei pensionati (in pratica, la negazione dei principi più sacri del diritto e dei diritti dei lavoratori conquistati nel corso di oltre un secolo), con la giustificazione che all’interno dell’Ente non esistono le necessarie professionalità (professionalità che vanno e vengo a seconda della convenienza).

Ci spiace, da questo punto di vista, dover registrare l’impressione che altre organizzazioni sindacali (alcune delle quali perfino – assai significativamente – ringraziate dal presidente nella sua relazione di presentazione a questa inaccettabile proposta) si stiano apprestando a sottoscrivere la proposta che ci è stata consegnata, così consentendo che prenda il via una riorganizzazione tanto priva di significato in termini di efficienza, quanto dannosa per i lavoratori nel loro complesso. Da parte nostra, questa è una proposta che non sottoscriveremo mai, e che rimandiamo al mittente – pubblico datore di lavoro – perché la riformuli dandole quel minimo di senso che ci permetta almeno di aprire una seria trattativa.

Del resto, la nostra posizione è coerente con la nostra precedente decisione di non sottoscrivere il recente accordo integrativo decentrato dell’8 febbraio 2016, cui ci siamo opposti – e ci opponiamo – perché, anche in quella occasione non abbiamo condiviso la politica di destinare risorse del fondo, che appartengono a tutti lavoratori, ad incomprensibili “gratificazioni” ad un ristretto numero di dipendenti in staff alla Presidenza.

E siccome crediamo che sia giusto che su una questione di tanto rilievo, in un momento così critico e delicato per la vita dell’ente e il destino delle persone che vi lavorano, meriti la massima trasparenza, anticipiamo la nostra determinazione di avviare una consultazione tra i lavoratori; invitando, anzi, le altre organizzazioni sindacali ad unirsi a noi, lasciando alla scelta democratica dei lavoratori la decisione su questa proposta, che è un pezzo abbastanza rilevante del loro futuro.

Per la Segreteria Uil Fpl

Lucio Corbucci

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