
Palazzo Farnese, Caprarola
Viterbo Città della Cultura? Perché no. Non finiscono i sogni di gloria del capoluogo della Tuscia, che Palazzo dei Priori ha deciso di candidare a capitale laziale della cultura per l’anno che verrà.
E non sarà un progetto di poco conto quello che rappresenterà Viterbo tra le altre candidate: l’amministrazione comunale ha infatti intenzione di partecipare alla kermesse presentando un progetto relativo alla valorizzazione del patrimonio della famiglia Farnese della Tuscia, la dinastia che esercitò il suo potere in tutto il Lazio settentrionale per oltre un secolo sino alla metà del 1600. Lasciando dietro di sé testimonianze artistiche e architettoniche ancora visibili, che ne ripercorrono la storia.
Farnese, Castro, Caprarola e non da ultima la stessa Viterbo sono luoghi simbolo del passato e del passaggio della famiglia che diede i Natali a papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese. E sono proprio queste ”culle” che il Comune ha intenzione di inserire all’interno del progetto per candidare la città a ”Capitale della cultura della Regione Lazio 2019”. Un progetto che intende sviluppare un percorso virtuoso attorno al Rinascimento viterbese con l’obiettivo di attivare nuove sinergie e opportunità a livello nazionale ed internazionale.
“La candidatura di Viterbo – fanno sapere dal Comune – propone un’occasione di eccezionale rilievo per promuovere in ambito nazionale e internazionale l’immagine del territorio e dell’intero Lazio, esaltandone la storia, il patrimonio culturale e della produzione di ricchezza a beneficio della comunità”.







