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”Il Mammagialla è un caso europeo”

Presunte violenze sui detenuti, gli ispettori del Consiglio d'Europa visitano il carcere viterbese

Gli ispettori del Consiglio d’Europa hanno effettuato una visita ”straordinaria” nel carcere Mammagialla di Viterbo. Lo riferisce The Post Internazionale.  I membri del Cpt, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti hanno ispezionato la casa circondariale viterbese dal 12 al 22 marzo in seguito alle lettere di alcuni detenuti che raccontano di presunti pestaggi e vessazioni da parte degli agenti della polizia penitenziaria.

Il rapporto sul sopralluogo – il contenuto non è stato ancora reso noto – verrà poi trasmesso al Ministero delle Giustizia che ”dovrà fornire una risposta sulle questioni sollevate nella relazione redatta dal capo delegazione del Cpt, Julia Kozma, e dai suoi membri”, scrive Tpi.

Giuseppe Zaffuto, portavoce del vice segretario generale del Consiglio d’Europa, spiega: ”La documentazione prodotta dal comitato resta coperta da riservatezza e l’iter burocratico da rispettare perché si possa avere notizia del contenuto non prevede affatto tempi brevi, parliamo di mesi”. ”È evidente che c’è un’attenzione particolare sul carcere di Viterbo, non solo da parte dell’Italia ma dell’Europa. Il Mammagialla, in sintesi, è un caso europeo”, dice invece Mauro Palma, Garante Nazionale per i diritti dei detenuti.

”La delegazione del comitato per la prevenzione delle torture – continua il Garante –, dopo aver visitato tre istituti penitenziari del nord Italia, ha espresso la precisa volontà di andare a Viterbo e non era proprio in zona. Del resto, quando un carcere è oggetto di diverse segnalazioni è da considerarsi già un problema. Non credo alla tesi che i detenuti si mettano d’accordo per attaccare qualcuno. Significa solo che esistono delle criticità e questa cosa va approfondita, anche fossero tutte delle esagerazioni”.

”Meno di un mese fa sono stato al Mammagialla – prosegue – e mi sono accorto che in breve tempo più di 90 detenuti erano arrivati al Mammagialla da altri istituti penitenziari, tutti con provvedimenti di ordine e sicurezza. Chiaramente parliamo di detenuti difficili che possono far aumentare il livello di tensione che può degenerare in comportamenti particolari, tanto più se un agente di polizia penitenziaria in un’intervista ad un programma televisivo parla di ‘schiaffo correttivo’, legittimandolo come metodo educativo”, conclude Palma.

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