01022023Headline:

In Gran Bretagna, botta e risposta tra Economist e Financial Times su “BRITALY”

Ogni tanto qualcuno, senza averne titolo disprezza l'Italia

di Andrea Stefano Marini Balestra

Viterbo 34.10.22 – Un articolo apparso giorni fa su Economist che sulla sua copertina aveva rappresentato con pessimo gusto una figura femminile rappresentante una Italia con la forchetta arroccata di spaghetti, quindi nel titolo “Britaly”, come quest’ultima sia candidata ad essere scacciata dall’Europa per disordine finanziario.

Sul Financial Times, però si precisa l’esatto contrario.

Infatti, per la editorialista, la crisi strutturale del Regno Unito non può essere paragonabile a quella italiana, Anzi.

Il noto autorevole giornale economico inglese afferma che per il Regno Unito avere la stessa crisi strutturale dell’Italia sarebbe “grasso che cola”.

L’Italia, a detta sempre del FT, ha un avanzo primario, ovvero una differenza tra entrate e uscite dello Stato al netto degli interessi sul debito, positivo da decenni. Mentre Londra “ha registrato un disavanzo per la maggior parte di quel periodo. Infatti, senza il pagamento degli interessi sul debito pubblico, l’Italia ha registrato un surplus di bilancio simile a quello della Germania. Ha mostrato molta più frugalità del Regno Unito e della media dei paesi più industrializzati”.

L’ascesa in Italia del Governo Meloni, con una maggioranza stabile, mai prima registrata in 75 anni, il cui Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti non vuole seguire il pericoloso mix tra ultra-liberismo fiscale e spesa in deficit incontrollata che ha travolto Truss, segna forte differenze di outlook economico tra i due paesi.

Prosegue ancora l’analisi del FT. Il Regno Unito, come l’economia italiana sta lottando con una domanda interna debole. Ma le imprese italiane sono esportatrici di successo che hanno registrato un surplus di esportazioni di merci negli ultimi decenni, che sta migliorando per effetto del calo dell’Euro che favorisce esportazioni verso il nordamerica.

Il debito provato degli inglesi rispetto a quello degli italiani è doppio, quindi, altro elemento di differenza di condizione economica tra le due Nazioni.

Altro che superiorità culturale in materia di economia tra Londra e Roma !

Gli inglesi dimenticano che l’Italia è il secondo paese europeo per il manufatturiero, primo per eccellenze in tutti i settori, dai prodotti alimentari all’automotive, all’industria aerospaziale e tanto altro rispetto a loro, che ancora vivono alll’ombra di un passato coloniale..

I problemi italiani, sin qui sono stati creati soltanto dalla stolta politica degli ultimi dieci anni. Ma sotto, c’è uno spazio enorme che ora potrà emergere.

Altro che Nazione in difficoltà ! E’ stata solo volutamente oppressa da politiche interne appiattite da quelle comunitarie, sempre tutte antitaliane.

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