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Cose dell’altro mondo ! Da secoli un tunnel collega Viterbo con Roma. Altro che Cassiabis, autostrade e ferrovie, ma è un “pesce d’aprile” !

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Redazione

Viterbo,1.4.25

Sembra fantascienza, ma forse è vero.

Viterbo, che oggi soffre il collegamento con Roma, nei secoli passati, era da un’autostrada sotterrenea.

Infatti, per caso, durante lavori nel centro di Viterbo è apparso un tunnel, perfettamente scavato e praticabile anche con carri che si diparte verso sudest, proprio verso Roma: Le dimensioni che risultano sono: mt3 di altezza e mt.2 di larcghezza

Mentre, per ovvii motivi l’entrata a Viterbo è tenuta segreta, specialisti speleologi si sono inoltrati per chilometri, per cui si presume che tale via sotterranea possa passare per Sutri per giungere nella Capitale nel quadrante Nord.

Indubbia la curiosità degli archeologi di poter conoscere il perchè e per il come una via sotterreanea di circa 80kilometri possa essere stata compiuta e sopratutto in che periodo anche se alcuni tratti appare una tecnica costruttiva estrusca, poi rimaneggiata nei secoli successivi mediante muri in mattoni ed archi in pietra, una tipica tecnica romana .

Mentre in città la notizie ha suscitato ironie, in particolare dei tanti che ogni giorno compiono il calvario del trasferimento a Viterbo a Roma e viceversa sulla Cassia e peggio in ferrovia, ci si chiede il perche un’opera simile sia stata concepita e realizzata.

Certamente, in epoca etrusca la relizzazione di una costruzione ipogea era comune, ma poi ?

Che necessità c’era fare una via sotterreanea se non per celarsi e poter, senza essere visti, circolare tra Roma e Viterbo senza superare colline ed essere esposti agli elementi meteo. ?

Certamente una necessità militare o di diplomazia, meno, possiamo credere per transito merci con carri.

Secondo alcuni studiosi, in epoca romana si parla di un “Iter secretum” per collegare i territori della Tuscia cosi permettendo in via riservata il transito di messi imperiali, nonchè mercanti e quanti altri non gradivano essere avvistati durante il trasferimento.

La presenza in Città di Viterbo della sede papale dopo essersi allontanata Roma, poteva essere per il Pontefice in carica un mezzo per corrispondere segretamente con Roma, poi, nei secoli successivi, diventata via di transito di briganti, piccole truppe militari e contrabbandieri.

Un mistero che resta e che potrà essere svelato alla fine dei segreti lavori archeologi gia iniziati.

La tecnica di usare passaggi sotterranei, però, resta anche ai giorni nostri, dove un passaggio sotterraneo segreto collega il Quirinale ed i palazzi del potere con il centro “Santa Rosa” nei pressi de La Storta dove in caso di estremo pericolo di attacco atomico alla Nazione ed alla sua Capitale, il Governo può continuare ad operare.

In definitiva, nulla di nuovo.

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