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Agosto 2025: spiagge vuote, montagne sold out. Perchè ?

Crisi sulle spiagge, ma non del turismo balneare

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Ombrelloni chiusi, pochi clienti

di Andrea Stefano Marini Balestra

Viterbo,6.8.25

E’ un interrogativo che mi sono posto dopo aver frequentato nei passati fine settimana alcune spiagge del Lazio. Da Taquinia al Circeo.

Adesso, secondo le prime stime “ufficiali” si è accertato che gli italiani nella stagione 2025 stanno abbandonando il mare e….preferiscono la montagna.

Un’inversione di tendenza, forse la prima, ma piena di significati e di riflessioni.

Il mare, per gli italiani, da quando è iniziato il turismo estivo è stato la meta preferita.

La montagna, peraltro ambita nei mesi invernali, restava cenerentola del turismo agostano, era solo praticata da veri appassionati di passeggiate, scalate e di pic nic nel bosco. Tutti gli altri, andavano: “a mostrar le chiappe chiare” sulle spiagge.

Oggi, però, ormai la tradizione balneare italica appare rotta. Nemmeno un pareggio tra mare e montagna, ma primato di quest’ultima rispetto la spiaggia. Sono dati ormai non solo di tendenza, ma reali.

Ripeto, nella mia attuale esperienza di pratica nella attuale stagione di alcune spiagge laziali, posso confermare che mai, come oggi, ho notato file di ombrelloni vuote, cabine non locate, lettini accatastati in attesa di utenti, rari bagnanti, poca gente passeggiare sulla battigia. Non era mai capitato. Ciò dovunque, dalla “Ultima spiaggia” di Capalbio al “Saporetti” a Sabaudia

Ma perchè l’italiano medio “diserta” le spiagge e sta preferendo la montagna e le acque interne dei laghi.

Elementare, direbbe Watson, L’offerta dei balneari, sempre certi del loro successo, è ormai insufficiente per le esigenze del turismo di oggi. Prezzi elevati, servizi scadenti, igiene non sempre controllatae e mare non sempre più”blu” stanno allontanando i più che stanno scoprendo altre mete di vacanza non tanto a buon mercato, ma con migliori servizi. Ecco il perchè del turismo in montagna che sta decollando. In ambiente di collina e montagna, per es. non ci sono solo passeggiate nei boschi, ma anche laghi, fiumi che consentono una balenaabilità ed un esercizio di sports nautici fuori dalla pazza folla.

Chi ci legge, faccia una “scappata” sulle rive del Lago di Bracciano, Bolsena, Vico per rendersi conto della presenza di una sempre maggiore presenza di cittadini e famiglie che scelgono questi luoghi rifiutando le coste tirreniche, i suoi “posti barca”, la prepotenza di qualche “guardia macchine” ed uno “scontrino” salato per modesto cibo.

Quindi, la lettura che gli italiani stanno preferendo al mare la montagna va letta nel senso che, finalmente, anche gli italiani si sono accorti che poca distanza dalle loro residenze esistono le acque interne, cioè bacini lcustri dove si può praticare la vita di spiaggia e la piccola nautica senza l’angoscia di trovare un mare “cattivo”, ma non cattivo per le onde e per il vento ma, diventato tale, a causa di imprenditori che ne gestiscono le spiagge e le coste, in modo arrogante e superbo.

Faremo il conto a fine stagione. Ma ormai la via è tracciata,

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