13102026Headline:

“Security first !” Il Mare, il lago ed il fiume non sono Luna Park !. Attenzione all’acqua !

Non deve essere ancora possibile morire affogati

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Bagnanti sulle rive del Lago di Bolsena

Redazione

Viterbo,16.8.25

Mentre scriviamo queste note non è ancora giunta notizia, sia essa positiva o negativa, della sorte di tre giovani che ieri nel pomeriggio sono scomparsi nel Lago di Bolsena,

Assurdo perdersi in acqua durante un temporale estivo. Ma, purtroppo, capita. ma, capita troppo, spesso.

Un tratto di mare, spiaggia compresa,, un bacino lacuale, un fiume non sono “l”una park”, ma elementi naturali da rispettare. Bagnarsi nelle acque, anche un’esigenza nelle torride giornate estiva, ha delle criticità che non si sanno sempre valutare, da chi, abituato vivere una vita lontano dalla natura, ritiene esserne superiore.

Ma non è cosi ! Dalla seconda metà del secolo scorso è invalsa la “credenza” che ogni ostacolo che venga dai fenomeni naturali sia superabile in ragione di pretesa superiorità dell’uomo rispetto la natura. Quindi, ci sente nemmeno alla pari..

Ma non è cosi. La natura, proprio per la aua varietà, non può essere del tutto assoggettata dagli umani, ancorchè loro ne fanno parte, ma solo per una minore parte. Oggi l’uomo ha in parte esplorato il cosmo, ha iniziato conoscere sull’origine dei fenomeni naturali andandone a scovare i particolari ai fini della prevenzione, ma, mai può dominare……un temporale estivo con annessa tromba d’aria.

E’ qui il punto. La superbia umana deve avere dei limiti, spesso non abbastanza calcolati, forse dimenticati dall’uomo moderno che vive protetto in città.

La lezione che si può dare ai giovani, sin dalla loro infanzia, non sia quella della faciloneria nell’approccio con l’ambiente naturale, ma di consapevolezza dei rischi che si possono correre anche affrontando un modesto moto ondoso nei pressi di una spiaggia. Non parliamo poi dell’utenza nautica a tutti i livelli.

Assurdo allontanarsi poche diecine di metri da un lido con un materassino, un sup e un precario gommocino da bambini, ma piuttosto è dato di vederlo. Un’inesistente cultura del mare porta a non conoscere i presagi di un maltempo come per esempio l’annerirsi minaccioso di un nuvolone prossimo a scaricare una “bomba d’acqua” con annesso colpo di vento capace mettere in dificoltà anche esperti.

Immettere nei corsi scolastici anche la materia “metereologia” non sia solo nei corsi professionali nautici ed aeronautici, ma di scuola di ordine e grado. Poi, perchè non prevedere che la prova di educazione fisica alla maturità non sia una prova di nuoto ? E’ assurdo pensare che milioni di cittadini italiani abitanti in una penisola non sappiano nuotare. L’idea è lanciata, le piscine sono presenti in ogni comune. In Francia la prova di nuoto è alla fine dei corsi scolastici di secondo grado obbligatoria da mezzo secolo.

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