
Redazione
Viterbo,22.9.25
Europa sempre più matrigna nei confronti degli agricoltori italiani.
La scelta della presidente Ursula Von der Leyen di far pagare il riarmo europeo a scapito dei redditi degli agricoltori proprio non va giuù alle associzione agricole italiane che si stanno tutte mobilitando.
Coldiretti in primis.
La scelta di far pagare agli agricoltori la spesa europea mediante un taglio delle risorse della PAC in modo consistente rappresenta un affronto per il mondo agricolo che approvvigiona le popolazioni di cibo sano.
Infatti, il taglio del 20% delle somme destinate agli aiuti agli agricoltori europei, che appunto riduce al 14% il bilancio europeo rispetto al passato del 30/35%, rappresenta un criterio di scelta di politica agricola in danno del mondo agricolo e lo pone in netta inferiorità rispetto altre industrie.
In buona sostanza i nostri agricoltori che vantano un valore di filiera di oltre 707 miliardi e da occupazione a 4milioni di persone subiranno nel periodo di applicazione di queste riduzioni (dal 2028al 2034) una perdita di 8.7 miliardi, cioè oltre 1,2 miliari in meno all’anno.
In queste previsioni viene scoraggiata l’imprenditoria agricola italiana che necessita delle provvidenze auropee non per elemosina, ma per necessità, stante il divario di possibilità di chance produttive che gli agricoltori nazionali hanno rispetto quelli delle altre nazioni europee.
La scelta di penalizzare il cibo Made in Italy nel momento che esso sarà riconosciuto come patrimonio UNESCO dell’umanità appare un contrasto insanabile.







