
Redazione
Viterbo,15-9-25
Grande euforia sui giornali viterbesi alla notizia ripresa da un articolo del Corriere della Sera nel quale si riporta il piano RAM (Regional air mobility) presentato dal presidente dell’ENAC (Enete nazionale aviazione civile) Avv. Di Palma che prevede l’attivazione al volo locale civile una serie di aeroporti per un trasporto aereo nazionale di prossimità. Il piano prevede l’utilizzo di piccoli aeroporti da sempre aperti al traffico civile dell’aviazione generale operato da piccoli velivoli al massimo 19/20 posti.
E’ pertanto previsto che da Bresso (Aeroporto nei pressi di Milano) partano, per es. voli destinati a Roma Urbe e viceversa, cosi come Fano, Venezia santa Lucia, l’Aquila e…Viterbo.
Il piano aeroporti minori, che nell’immaginario dell’ ENAC, farebbe “accorciare” l’Italia, però non è stato data attenzione che su alcuni aeroporti, tra cui Viterbo, ci sono “vincoli” militari sia sul sedime aeroportuale che nelle immediate vicinanze.
Per esempio, nella zona di Viterbo esiste un’ampia (forse troppo) estesa zona di interdizione a volo per motivi di scuola volo militare (LI R53), per cui oggi, un volo civile è solo possibile nelle giornate del fine settimana. La zona ristretta al volo è praticamente mezza provincia di Viterbo in particolare verso Ovest.
Il prossimo trasloco a Viterbo della Scuola elicotteri di Frosinone impedirà vieppiù l’operativita della aviazione generale a Viterbo.
Quindi, la notizia che anche l’Aeroporto di Viterbo possa diventare un piccolo scalo civile con voli regolari, resta un sogno.




