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A volte tornano: probabile riapertura delle sedi di Tribunali soppressi. Civita Castellana aspetta.

Geografia giudiziaria da ripensare

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Redazione

Viterbo,27.10.25

Le decsioni del disgraziato Governo Monti di sopprimere molte sedi di Tribunali e delle loro sedi distaccate, nonchè il successivo accorpamento degli Uffici dei Giudici di pace sono state deleterie per soddisfare la domanda di giustizia dei cittadini. Anche della Tuscia.

Il Ministro della Giustizia Nordio intervenendo di recente negli Stati Generali delle Isole Minori, ha riaperto il dialogo e dichiarata la priorità del Governo di metter mano al riodino della geografia giudiziaria che, oggi com’è risulta, mutilata.

Un Disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri sin dalla fine di luglio 2025 è in attesa essere presentato in Parlamento. Urge, però, mandarlo avanti e definirlo prima del termine della legislatura.

Finalmente ci si è accorti che appaiono abnormi una soppressione del presidio giudiziario nell’Isola d’Elba, quindi, quella dell’isola di Lipari, altrettanto lo sono state quello di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto che hanno costretto i cittadini abruzzesi servirsi dell’unico Tribunale di l’Aquila distante dalle loro residenze diecine e diecine di chilometri di strade molto disagevoli percorrere sopratutto nella stagione invernale. Nel Lazio, per es.la soppressione della Pretura di Amatrice, definita di “frontiera del Distretto Corte di Appello di Roma”, ha reso di fatto poco possibile soddisfare la domanda giustizia del territorio distante dal “vicino” Tribunale di Rieti, quasi cento chilometri.

Per quanto riguarda la Tuscia, la soppressione della sede distaccata del Tribunale di Viterbo nella città di Civita Castellana, dopo quella della Pretura e più recentemente del Giudice di Pace, ha negato a gran parte della Provincia (quella più popolosa ed importante) di un presidio di giustizia mai nei secoli mancato. La nota scarsità di collegamento tra la città Falisca ed il capoluogo Viterbo è nota, pertanto un odierno handicap per tutti i cittadini e gli operatori della giustizia.

Meno dolorosa è stata la soppressione della sede distaccata di Montefiascone, comunue privata di un Ufficio del giudice di Pace a servizio dell’alta Tuscia.

Non vanno male, invece, i territori ad ovest della Provincia (Montalto di Castro e Tarquinia) “serviti” dal Tribunale di Civitavercchia.

Lo schema del DDL governativo si basa sui principi guida del CEPEJ 2024 in tema di distribuzione sul territorio delle sedi giudiziarie, cioè il numero delle persone residenti, l’estensione territoriale dei distretti e le possibilità di spostamento e le caratteristiche del bacino di utenza.

In effetti, la soppressione dei Tribunali e loro sedi distaccate effettuata ai tempi del governo Monti, ma mai revisionata dai governi successivi, ha determinato un grave squilibrio nel servizio giustizia, proprio quello, che oggi appare in crisi nonostanteun’ importante spesa publica per il suo esistere.

I politici viterbesi, pertanto, si mettano a darsi da fare perchè nelle prossime decisioni governative e parlamentari non manchi l’ipotesi della riapertura della Sede distaccata del Tribunale di Viterbo a Civita Castellana.

La metà della popolazione della Provincia di Viterbo lo chiede. La mancanza di una giustizia di prossimità ha determinato un allontanamento dei cittadini e delle imprese dalla sede giudiziaria,falisca cosi determinandone un depauparamento del suo territorio e delle sue possibilità di sviluppo.

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