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La proposta di aumento della “cedolare” per gli affitti brevi penalizza Viterbo

Si cercano difficoltizzare gli affitti brevi

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Redazione

Viterbo, 23-10-25

Il ministro Giorgetti, ministro delle Finanze, ha proposto un aumento della imposta cedolare dal 21% al 26% per coloro che concedono in “affitto breve” i propri immobili.

Parliamo quindi dei B%B fioriti in provincia come supporto al turismo, in particolare a Viterbo Città dove in centro non esistono alberghi. Un turismo a Viterbo, per es., è presente proprio per l’offerta dei B%B

Normalmente, i proprietari di immobili che hanno intenzione concedere in locazione breve loro appartamenti o ville utilizzano per proporre e reclamizzare l’offerta la via WEB mediante noti portali ed agenzie specializzate spesso con sede all’estero. Altrettanto i clienti che prenotano sempre tramite WEB.

Ebbene, saranno proprio costoro che saranno soggetti alla “cedolare” aggravata al 26%, mentre,resterà al 21% per chi non utilizza agenzie.

Trascriviamo una nota in proposito pervenutaci da Federazione FARE

“Correzione affitti brevi, FARE: “Norma contro interesse nazionale, favorisce solo grandi capitali””

La nuova versione della norma che decreta l’aumento della cedolare secca ricorda molto la favola del lupo e dell’agnello: non potendo raggiungere la base, si pensa di aggirare con un gioco di parole il problema e arrivare comunque alla fonte”.
Così la Federazione FARE commenta in una nota la modifica contenuta nella manovra bollinata dalla Ragioneria, che mantiene l’aliquota al 21% solo per chi non utilizza portali o intermediari immobiliari per affittare.
“È ovvio che la gran parte delle prenotazioni avvenga oggi attraverso il web – sottolinea la Federazione – perché le singole locazioni non hanno il potere contrattuale delle multinazionali dell’hospitality nei viaggi organizzati e nella visibilità online. Approvare una norma del genere è contrario all’interesse nazionale e favorisce soltanto i grandi capitali, spesso esteri, che demoliscono studentati per costruire hotel di lusso nei centri città”.
La Federazione FARE ribadisce la propria fiducia nel Parlamento: “Siamo certi che la maggioranza dell’arco parlamentare non deluderà i cittadini italiani che cercano di creare lavoro, indotto e contribuzione senza gravare sulle casse dello Stato, e confermerà l’impegno per la bocciatura di una norma punitiva verso la piccola proprietà immobiliare”. 
Per informazioni, interviste e richieste contattateci:incandenza@incandenza.it

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