
Redazione
VIterbo. 6.10.25
Finalmente qualcosa si muove !
Dopo 28 anni di attese e progetti rimasti sulla carta, la Regione Lazio ha presentato un piano per la realizzazzione di porti turistici, quindi, l’occasione di colmare un divario che penalizzava il settore nautico locale. Il successo del piano dipenderà dalla rapidità nell’attuazione, dalla capacità di attrarre investimenti e dal coinvolgimento delle comunità locali, spesso diffidenti verso nuove opere sulla costa.
Il piano individua sette aree strategiche, tra cui Montalto di Castro, Tarquinia, Ladispoli, Latina, Terracina, Formia e Ponza. In ognuna di queste località verranno realizzati approdi capaci di ospitare tra le 300 e le 500 imbarcazioni. Rispetto ad altre regioni italiane, il Lazio ha sempre mostrato un forte ritardo nell’offerta di approdi turistici. Località come Toscana e Liguria hanno investito da tempo nella portualità, riuscendo ad attrarre diportisti italiani e stranieri.
Il Lazio, invece, nonostante un patrimonio naturale che spazia dal promontorio di Circeo fino alle vicine isole dell’arcipelago toscano (Giglio e Giannutri), ha lasciato irrisolti per anni i progetti di ampliamento delle strutture. Il risultato è stato un sistema portuale insufficiente, disordinato, poco professionale e spesso congestionato e incapace di rispondere alla crescita del turismo nautico . La creazione di nuovi porti turistici ha ricadute dirette non solo sul settore nautico, ma anche sull’economia del territorio. Ogni posto barca genera una filiera di servizi: rimessaggio, cantieristica, forniture, ristorazione e ospitalità. In prospettiva, i 3.000 nuovi ormeggi potrebbero portare migliaia di diportisti in più lungo la costa laziale, con benefici tangibili per hotel, ristoranti e attività commerciali. Non va sottovalutato nemmeno l’impatto occupazionale: oltre ai posti di lavoro legati alla costruzione delle infrastrutture, ci saranno nuove opportunità per addetti ai servizi portuali, tecnici e operatori turistici.
La vera partita si gioca però sul piano ambientale. Il Lazio ha una costa fragile, caratterizzata da aree dunali e habitat marini che necessitano di tutela. La realizzazione di nuovi porti dovrà quindi rispettare rigidi criteri di sostenibilità, adottando soluzioni a basso impatto come sistemi di raccolta delle acque reflue, materiali ecocompatibili e tecnologie per ridurre l’inquinamento.
Riscopriamo a Tarquinia il progetto “SantaRita” di trenta anni fa. Giravano fogi con piante e proposte di acquisto dei posti barca. Poi, nno se ne fece niente per i niet di qualcuno. I tempi sono cambiati.Facciamo lobbyng per trovare imprenditori nautici che vorranno supportare gli oneri dell’investimento che certamente sarà vincente.
Ma, facciamo presto !







