
Redazione
Viterbo,9.10.25
Tra le migliaia di cause penali in corso presso il Tribunle di Viterbo ce n’è una particolare.
L’accusa di aver praticato condotte vietate ex art.632 del codice penale è nei confronti dei soggetti che, a dire del Comune di Castel Sant’Elia, potettero compiere anni fa manovrando le paratoie dell’incile del Lago sino a provocare la secca del Rio Vicano che, prima di confluire con il Treia, attraversa il territorio comunale.
Mentre i comuni di Ronciglione e di Nepi attraversati dal predetto Rio Vicano, non hanno lamentato alcun danno, soltanto quello di Castel Sant’Elia si è costiuito parte civile nel processo per reclamare, sin dall’esito della fase penale, i danni subiti da suo territorio trovatosi privo delle acque del suo fiume.
L’abbassamento “artificiale” del Lago di Vico va avanti da secoli (si parla sin dall’epoca preromana) quando, si comprese la facilità di attingimento dell’acqua dal lago di Vico, posto a 500 metri di quota. per portarla nei territori a valle, Pertanto fu in seguito artificialmente creato l’emissario Rio Vicano, I romani, iniziarono a tagliare la sponda a sud, costruirono una galleria, poi, però, sino a giungere all’impossibile ulteriore taglio dell’incile, si adoperarono i Farnese che sfruttando le acque del lago. impiantarono a Ronciglione ferriere e cartiere. Imprese queste energivore di acqua per muovere i magli e produrre carta.
Oggi il Lago ha lo sfioro dell’emissario a sud, gestito da paratoie per regolarne il deflusso in virtù di opere compiute nell’ultimo decennio del 900.
La pretesa incauta manovra di alterazione del livello del lago, che rappresenta l’atto di accusa della Procura di Viterbo, è allo stato di prova nel processo che è entrato nel vivo con l’ammissione dei testi indotti dalla parte civile Comune Castel S.Elia. Di altro non se ne ha notizia.
Si tenta provare che la secca del Rio Vicano fu determinata dall’alterazione de livello dell’incile. Ovviamente, se ne saprà di più quando il processo avra termine, però allo stato la “guerra dell’acqua” tra il Lago di Vico e Castel Sant’Elia è in corso.
Ovviamente dovrà tenersi in conto che il mantenimento del livello del Lago di Vico (Sede di una Riserva naturale) è d’obbligo in occasione di periodi scarsa piovosità per conservarne sulle rive la vegetazione circumlacuale come, per es. i canneti e la conservazione di altre pregiate essenze arboree del sottolitorale indispensabili per facilitare la riproduzione delle specie ittiche e l’alimentazione degli uccelli acquatici.
Indubbiamente, la scarsità di acqua che si registra nel bacino lacuale è conseguenza di irregolari captazioni per irrigazione, certamente meno di altro.






