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Un simpatico “ritorno”: lo scooter LAMBRETTA. Sono gli olandesi che hanno riscoperto il mitico brand italiano

L'immortale stile italiano

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A passeggio con la Lambretta

Redazione

Viterbo,12.11.25

Negli anni 50 del secolo ventesimo, lo scooter, prima del boom dell’auto, ha rappresentato il mezzo che ha mosso gli italiani.

La Piaggio con la VESPA e la Innocenti con la LAMBRETTA si sono divisero il mercato e gli italiani furono: vespisti o lambrettisti.

Mentre la VESPA aveva un suo design innovativo, la LAMBRETTA era più “classica” anche se piena di innovazioni quali, per es, il telaio costituito da un “tubo innocenti” proprio quello che ha rivoluzionato la realizzazione di ponteggi per l’edilizia. Entrambe gli scooter erano mossi da motore a due tempi con cilindrata da 125 o 150 cc.

Poi, l’avvento dell’auto popolare ha fatto scendere i volumi di vendita delle piccole due ruote tant’è che dopo decenni di produzione della LAMBRETTA, la sua casa produttrice, la Innocenti, passò all’auto e lo scooter da loro ideato e prodotto usci di scena a metà anni 70.

Ma il “mito” Lambretta non è mai cessato, Esemplari lucenti compaiono nei raduni di mezzi d’epoca e, poi, facendo attenzione, si si accorge che lo schema motore-trasmissione ideato dalla Innocenti per i suoi scooter è quello attuale. Infatti, tutta la produzione mondiale di scooter, adotta oggi un motore orizzontale come anche il gruppo propulsore- cambio, proprio, come la prima LAMBRETTA degli anni 50

Una storia che affonda le sue radici nella Milano del dopoguerra e che dalla cultura italiana trae linfa vitale in particolare dagli anni ‘60, quando la moda Lambretta fa scuola anche oltre Manica sulla cultura MODS.

Nella recente edizione dell’EICMA, il Salone del motociclo svoltosi a Milano, era presente lo stand LAMBRETTA, dove sono apparsi i nuovi modelli ideati con un significativo radicamento alle loro origini a partire dall’allestimento, ai loghi, ai colori dei modelli “storici”, quindi, tutto ciò che ripercorre la vita di un brand significativo per lo stile ed il design italiano.

Merito di tutto questo è di un olandese, tale Walter Scheffrain che ha intrapreso la commercializzazione dei nuovi modelli (certamente realizzati in Cina), muniti di nuovi aggiornati motori a 4 tempi, cambio automatico, ma nella “carrozzeria” gli stilemi della produzione anno 1962 e dei successivi modelli delle ultime Lambretta costruite sino agli anni 70. sono presenti. Le ampie fiancate rettangolari, il faro esagonale e la sella lunga e slanciata richiamano i modelli storici, mentre la carrozzeria in metallo e la forcella anteriore a tirante con doppio ammortizzatore assicurano il tipico feeling di guida Lambretta.

Uno sguardo al passato, ma non nostalgia, solo riscoperta di uno scooter a suo tempo innovativo nei contenuti tecnici ancora oggi validi, salvo le motorizzazioni oggi aggiornate per le note disposizioni in materia ambientale.

Una riscoperta che meritava essere fatta.

I nuovi modelli Lambretta saranno per la serie Junior nelle cilindrate 125 e 200 cc saranno posti in vendita nella prossima primavera 2026, il look ricalca il modello “carenato” anni 60, si proprio quello che ebbe maggior successo per eleganza italiana. Vedrà, in seguito prodotta anche un versione totalmente elettrica.

Cosi, la mitica LAMBRETTA rinasce in Europa anche se va ricordato nel sudest asiatico gli scooter con questo marchio non hanno mai smesso di circolare perchè quel mercato ha apprezzato le doti di robustezza e longevità delle parti meccaniche.



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