
Redazione
Viterbo, 23.11.25
Si sa, un’attrattiva di p.zza s.Marco a Venezia sono i piccioni. Ormai fanno parte dello skyline di quella meravigliosa piazza. Chi, turista a Venezia, non si è fatto fotografare a dar becchime ai piccioni ? Addirittura, in piazza, c’è chi vende cartocci di granoturco perchè lo stormo di piccioni avvolga qualcuno pronto a farsi un selfie.
Ma, Viterbo non è Venezia, cioè,quella città unica al mondo, dove si può anche ammettere la presenza di volatili che però lasciano guano, quindi m…… sui tetti, balconi davanzali.
Viterbo non ha tradizioni piccionistiche, ma solo ne soffre l’eccessiva presenza per i danni ai suoi monumenti.
Giustamente ha osservato Letizia Chiatti che la presenza di piccioni in centro storico è massiccia e fastidiosa, i piccioni per esempio possono essere veicolo di infezioni gravi trasmissibili all’uomo per cui necessita un controllo anche sanitario. Sempre,la Chiatti ha pure fatto osservare che la pratica di molti di offrire becchine ai volatili costituisce per essi una facilitazione per svolazzare nelle piazze cittadine.
La Sindaco ha risposto all’interrogazione, facendo conoscere che sarà opportuno inserire nell’aggiornarmento del Regolamento di polizia urbana quella di introdurre una sanzione per chi “governa” i piccioni.
Certamente ogni norma in tal senso diventerà una “lex minus quam perfecta”, cioè praticamente una disposizione senza pratica sanzione. Infatti, con la carenza di Forze dell’ordine in citta, peraltro, in ben altro impegnate, sarà difficile che un agente vada a multare un bambino che desidera farsi avvicinare dai piccioni attratti dall’offerto un pugnetto di granoturco.
Per il controllo dei volatili ci sono ben precisi protocolli e ben precise pratiche perchè si possano controllare ed allontanarli da particolari zone con il pieno rispetto dei “diritti” degli animali.
Ma la Giunta Frontini lo sa ?







