
Viterbo,9..1.26
Nel 2023 la Giunta Frontini, affrontò con decisione il programma di rendere la città di Viterbo “ciclabile” e, di conseguenza si affidò immediatamente ad un’impresa (tale SEPRIM di Trevi) la costruzione di circa 8 chilometri di piste che, non appena tracciate (mai omologater) hanno creato problemi alla circolazione stradale e nessun benreficio per i “ciclisti”.
Sta di fatto che l’opera era finanziata con i fondi del PNRR, ma evidentemente, in fase di collaudo qualcosa è andato storto ed i fondi europei sono stati tagliati di 430mila euro. Alla fine dei conti il Comune è ora costretto sborsare 350mila per consentire la prosecuzione dei lavori appaltati.
Quello che è “divertente” osservare è il taglio deciso dal Comune della lunghezza delle ciclabili previste, cioè della metà rispetto quelle progettate, quindi la conferma che il programma era sbagliato, anzi assurdo. In definitiva, resteranno pertanto solo circa 4,80 km rispetto agli 8 km previsti.
Ma, ora ci si chiede. La pista “ciclabile” in eccesso per circa 3 km. che fine farà ? Dovrà sparire finalmente e restituire ai viterbesi la agibilità nelle loro strade, oppure restare li come un monumento alla fesseria comunale ?
Putroppo resteranno dipinte sulla carreggiata di molte vie e saranno per molti anni la prova di uno spreco delle finanze comunali per l’insistenza ideologica di tipo “grillino” del programma “Rafforzamento mobilità ciclistica.Ciclovie utbane”.
L’ultima decisione del Comune di ridurre la lunghezza delle piste ciclabili previste, nonchè la necessità del Comune di dover sborsare fondi dei cittadini per non soccombere giudizialmente nei confronti dell’impresa appaltatrice, rappresenta l’ennesima prova dell’incapacità amministrtiva dell’attuale Giunta Comunale.







