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Si avvia il progetto di Ferdinando Ciambella del “Parco agro termale del Bacucco”

Tanto da sapere a Viterbo

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Redazione

Viterbo,26.1.16

La tenacia dei coniugi Ciambella, proprietari dei terreni adiacenti la strada prov.le Commenda che comprendono ciò che è rimasto delle antiche terme del Bacucco, di cui, il rudere del fabbricato principale si tramanda essere stato disegno a di Michenagelo Buonarroti, alla fine risulta premiata.

Per chi lo avesse dimenticato, la zona interessata oggi dal progetto di un parco termale, è la più ricca di acque calda solfuree (vedasi la dirimpettaia del “Bagnaccio”), pertanto, sin da epoca romana predisposta come stabilimento termale di grande importanza. Oggi, di queste costruzioni sopravvivono la cd. “Lettighetta” per la bizzara composizione architettonica che ricorda appunto un lettuccio, e dall’altra parte della strada provinciale, un monumentale rudere che fu quello proprio quello che a disegno michelangiolesco, era il centro termale.

Questa costruzione, in forma poligonale era abbellta da importanti otto colonne in granito di provenienza greca. Oggi, dopo le spoliazioni dei secoli successivi, le stesse colonne sono presenti a Viterbo, due, in piazza del Comune dove, una delle due, sostiene il simbolo leonino di Viterbo, quindi altre due, sulla facciata del Duomo di San Lorenzo dopo i restauri del XVI°secolo, ed un’altra accanto alla Chiesa degli Almadiani, mentre altre tre in tutelate storiche residenze private nei pressi della Città.

Il progetto “Ciambella” che ha ottenuto il via libera dalla Conferenza dei servizi dopo anni di pratiche burocratiche, non prevede nessuna nuova costruzione, ma solo ripristino delle antiche vasche a cielo aperto ed un percorso di visita. Questo, in virtù dell’atto firmato a Palazzo dei Priori che ha raccolto i pareri favorevoli di tutti gli enti coinvolti, dalla Soprintendenza alla Regione, dalla Provincia

Non si tratta di una nuova edificazione, ma di un intervento di recupero sostenibile, infatti,: la superficie complessiva delle vasche fruibili non potrà superare i 160 metri quadrati, nel rispetto delle prescrizioni ambientali e paesaggistiche.

A presto, a Viterbo potrà sorgere un altro sito termale all’aperto, friuibile per cittadini e turisti, in una zona unica e suggestiva come quella dei pianori adiacenti la Città di Viterbo.

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